Italia avanti con i test Covid, scontro con l’agenzia Ue

Controlli Covid a Pechino.
Controlli Covid a Pechino. EPA/MARK R. CRISTINO

ROMA. – Un sì deciso ai vaccini per fragili ed anziani ma facendo leva sul senso di responsabilità e non sulla coercizione e avanti tutta con le misure per arginare gli arrivi dalla Cina dove il Covid è riesploso, con l’uso di tamponi per chi arriva dalla Cina, mascherine e isolamenti fiduciari. Ma anche un richiamo all’Europa: “le decisioni sui tamponi per chi arriva dalla Cina devono essere prese a livello Ue”.

E se da un lato proprio su questo punto il Comitato per la Sicurezza Sanitaria – Health Security Committee Ue, dice sì ad una azione concertata, dall’altra arriva una doccia fredda dai centri di controllo europei, Ecdc: lo screening dei viaggiatori dalla Cina è “ingiustificato”. I Paesi Ue “hanno livelli relativamente alti di immunizzazione e vaccinazione” e “le varianti che circolano in Cina sono già in Ue, tale misura non è necessaria a livello dell’Unione Europea nel suo complesso”. “Oggi c’è stata una riunione, so che non c’è unanimità su questo, per noi è stato doveroso aver portato una richiesta anche a livello europeo”, ha spiegato il ministro della Salute, Orazio Schillaci.

E anche l’Oms Europa frena, invitando a non discriminare particolari popolazioni. L’organismo denuncia anche una carenza delle scorte di farmaci importanti, anche contro il Covid. Non si fa attendere la reazione cinese che, sulle misure prese dagli “Stati Uniti e da altri Paesi”, dice: “siano basate sulla scienza e appropriate”. Il portavoce del ministro degli esteri cinese Wang Wenbin, ha infatti sottolineato, che serve “trattare i cittadini di tutti i paesi in modo equo”.

Intanto il tema è sul tavolo del governo Gb che sta valutando l’ipotesi di una strada simile a quella intrapresa dall’Italia, mentre negli Usa la variante sospettata di essere la responsabile del boom dei casi in Cina sta crescendo. Ormai un infettato su 5 si è ammalato con XBB, nota come ‘Gryphon’.

Ma l’Italia intanto prende precauzioni e alza la guardia. Nella lunga conferenza stampa di fine anno la premier tranquillizza. “Ci siamo mossi immediatamente in coerenza con quello che abbiamo chiesto in passato: abbiamo disposto il tampone per tutti quelli che vengono dalla Cina, ma la misura sia presa da tutta l’Ue. Per cui abbiamo scritto a Bruxelles. Ci aspettiamo che l’Ue voglia operare in questo senso. Abbiamo bisogno di capire se quello che sta arrivando è coperto dai vaccini o no. Sinora s’è rilevata solo Omicron. Per come la vedo io, penso servano i controlli: tamponi, mascherine, ma il modello di privazione delle libertà non è così efficace e lo dimostra molto bene il caso Cina”.

Ordinanza del ministro Schillaci prevede tamponi per i viaggiatori cinesi, test molecolari se si risulta positivi per consentire il sequenziamento del virus, isolamento fiduciario nel caso di positività e tampone in uscita per certificare la guarigione. Per domani è convocata l’Unità di crisi per rafforzare il monitoraggio sui rischi. Sempre oggi è arrivata la decisione di prolungare fino al 30 aprile l’obbligo delle mascherine negli ospedali e nelle Rsa.

In Cina – aggiunge il ministro Schillaci – si e’ verificata una “tempesta perfetta”, “un unicum paradossale”. La nota tranquillizzante – dice – è che “i primi risultati di laboratorio evidenziano in Cina la circolazione di varianti e sottolignaggi gia’ presenti nel nostro territorio”. E mentre Forza Italia al termine dell’informativa al Senato del ministro Schillaci chiede, con l’intervento di Maurizio Gasparri, di rilanciare la campagna vaccinale sulla quarta dose e di non “abbassare la guardia” e la Gelmini ritiene “poco rassicurante la sfiducia nella scienza di parte della maggioranza”, arriva dal Pd una dura critica “per la confusione in cui versa il governo”.

“Da una parte – ha detto la capogruppo dem a Montecitorio, Debora Serracchiani – abbiamo al Senato il ministro Schillaci che dice che ha prorogato l’obbligo della mascherina nei luoghi della sanità, che ha convocato l’unità di crisi e che sta prendendo provvedimenti importanti rispetto all’arrivo dei passeggeri dalla Cina, dall’altra, qui alla Camera ci costringono a far approvare un decreto (ndr Rave) che va in direzione diametralmente opposta”. “Meloni scopre le mascherine, meglio tardi che mai” dicono i parlamentari M5S. “A gennaio calendarizzeremo l’istituzione della commissione d’inchiesta” sul Covid, ha infine annunciatO l’esponente di FdI alla Camera Giovanni Donzelli.