Agnelli saluta la Juventus: “Lasciare non è stato facile”

Il presidente dimissionario della Juventus Andrea Agnelli in una foto d'archivio.
Il presidente dimissionario della Juventus Andrea Agnelli in una foto d'archivio. (Juventus.com))

TORINO. – In un clima di rabbia, delusione, ma anche di gratitudine, si è riunita all’Allianz Stadium di Torino, l’assemblea degli azionisti della Juventus che ha approvato il bilancio 2021-2022, chiuso con una perdita di esercizio di oltre 238 milioni di euro. Ultimo appuntamento societario prima del 18 gennaio, quando verrà votato il nuovo consiglio d’amministrazione, che darà mandato ad un nuovo presidente – Gianluca Ferrero, designato dall’azionista di maggioranza Exor – che prenderà il posto del dimissionario Andrea Agnelli, finito nell’inchiesta giudiziaria sui bilanci per l’affaire plusvalenze e ‘manovre stipendi’.

La “giornata atipica”, come è stata definita dallo stesso Agnelli, è cominciata proprio con le parole del presidente dimissionario, che ha dato il via ai lavori dell’assemblea durati oltre quattro ore. “Dimettermi – ha detto rivolgendosi agli azionisti – non è stata una decisione facile. Mi sono sempre impegnato al massimo in questi anni, che sono stati straordinari”.

“Personalmente – ha continuato – ritengo che abbiamo operato bene e i rilievi nei nostri confronti non sono giustificati, in ciò siamo confortati anche dall’approfondita analisi fatta da esperti indipendenti. Ma ho ritenuto di fare un passo indietro affinché non si potesse pensare che le scelte potessero essere anche solo in parte condizionate dal mio personale coinvolgimento. La società è chiamata a difendere la propria posizione. La Juventus viene prima di tutto e di tutti. Fino alla fine”, ha concluso Agnelli.

Tra i piccoli azionisti, al momento delle domande in assemblea, non sono mancate le critiche. “Tutti i cicli finiscono, il tuo doveva e poteva finire meglio – ha affermato Salvatore Cozzolino, che ha accusato il presidente di essere stato “l’artefice di un declino costante iniziato tutti anni fa”. Marco Bava, invece ha annunciato che, in caso di processo, si costituirà parte civile. “Ho sempre ascoltato le critiche e sono consapevole che quando tutto va bene sono applausi e quando le cose non vanno bene la gente è molto veloce a trovare difetti e voltare le spalle”, ha replicato Agnelli.

Coupe de theatre all’Allianz quando a prendere la parola è stato Luciano Moggi, anche lui azionista dopo essere stato dirigente dei bianconeri dal 1994 al 2006, poi radiato per ‘Calciopoli’. Proprio quello scandalo, spesso citato in questi mesi di bufera giudiziaria, torna di attualità quando ‘Lucianone’ regala una scatolina infiocchettata ad Agnelli, spiegando che li dentro c’è una chiavetta Usb contenente i files di ‘Calciopoli’.

“Siamo stati indicati come colpevoli di cose che avevano fatto altri – ha detto, tra gli applausi dei piccoli azionisti – La Juventus ha sempre vinto sul campo, mai rubato niente a nessuno. Ringrazio Agnelli, nove scudetti non si vincono con facilità – ha aggiunto- “E se è vero che è stato riaperto il caso plusvalenze perché pensano di aver trovato cose nuove, allora dovrebbe essere riaperto anche Calciopoli perché è una ferita che non si rimargina”.

Il sala c’era anche Maurizio Scanavino, che nelle scorse settimane è stato scelto da John Elkann come direttore generale del club bianconero e che figura nella lista del nuovo cda presentata ieri da Exor. Il 18 gennaio sarà nominato anche amministratore delegato. Assente invece Gianluca Ferrero, il volto del dopo Agnelli.