Sanità, riunione con qualche “passo avanti” tra governo Ayuso e sindacato in sciopero

Un centro sanitario di Salud Madrid.
Un centro sanitario di Salud Madrid. (ANSA)

MADRID — Nuova riunione, qualche “passo avanti”. Il conflitto socio-politico sulle condizioni della sanità madrilena continua, oggi con un nuovo capitolo. In giornata, rappresentanti del governo regionale di Isabel Díaz Ayuso si sono riuniti con esponenti del sindacato sanitario Amyts, che ha convocato scioperi dei medici di pronto soccorso estra-ospedalieri e medici di base. “Abbiamo percepito un cambio completo di atteggiamento”, ha dichiarato all’uscita la segretaria generale di questa organizzazione, Ángela Hernández, che pure ha aggiunto che le parti rimangono “molto lontane da un possibile accordo”. Secondo media locali, anche dall’assessorato alla sanità si parla di “passi avanti” nelle discussioni. Gli echi della manifestazione con circa 200.000 persone avvenuta domenica sono ancora ben nitidi a Madrid.

Il tema trattato oggi è stato quello del piano di riapertura di circa 80 centri di pronto soccorso extra-ospedalieri, la miccia che ha portato all’esplosione delle proteste contro la gestione della sanità pubblica da parte della regione. Secondo Hernández, il governo ha messo sul piatto la possibilità di dotare 49 di questi centri con medico, infermiere e tecnico, mentre altri 29 sarebbero senza medico in presenza. “La proposta contempla distinguere nettamente le due categorie”, ha spiegato la sindacalista in dichiarazioni raccolte, tra gli altri, dall’agenzia Europa Press.

Hernández ha poi spiegato che i rappresentanti del governo regionale hanno chiesto al sindacato di inviare una “contro-proposta” sulla “dotazione” dei centri, di cui si discuterà in una “prossima riunione”. A detta della segretaria generale di Amyts, quanto messo sul tavolo dall’amministrazione è ancora “abbastanza insufficiente”, ma un punto “importante” è che i centri senza medico in presenza non saranno definiti “pronto soccorso”.

“Che ci abbiano chiamato è già un passo avanti. Ricordiamo che noi non siamo in sciopero perché vogliamo, ma perché tutti i negoziati precedenti hanno fallito”, ha poi detto la sindacalista.

Il dibattito sulla gestione regionale dei servizi sanitari pubblici è uno dei principali temi di discussione pubblica delle ultime settimane: oltre al piano di riapertura di pronto soccorso extra-ospedalieri, descritto come “caotico” da medici e pazienti, la protesta si riferisce in particolare alle condizioni del sistema di assistenza sanitaria di base, soggetto da lungo tempo a carenze di personale e precarietà.

La presidente regionale, Isabel Díaz Ayuso, ha attribuito le proteste “a un profondo attivismo politico” di sinistra, pur dicendosi ieri disposta a “cercare di continuare a discutere di tutto il necessario” per quanto riguarda la sanità. Una delle accuse più nitide di movimenti e associazioni in protesta per la sua gestione pubblica è che la politica del suo governo punti a favorire il modello sanitario privato rispetto a quello pubblico, versione dei fatti che la leader popolare respinge.

Redazione Madrid