Meloni spinge sui migranti per marcare la linea del governo

La Rise Above attracca nel porto di Reggio Calabria e sbarcano i primi migranti
La Rise Above attracca nel porto di Reggio Calabria e sbarcano i primi migranti. ANSA/ MARCO COSTANTINO

ROMA. – Si registra “sconcerto” nel governo italiano per quella che viene definita la reazione “scomposta” di Parigi alle legittime aspettative italiane di una condivisione della gestione dell’emergenza migranti. Non è l’Italia ad avere cercato lo scontro con la Francia. E non sarà l’Italia ad arretrare visto che la richiesta è solamente quella di fare rispettare “le regole”. Anche di fronte ai “ricatti” dei francesi che minacciano ritorsioni in “tutti i campi” dei rapporti bilaterali, si racconta in ambienti dell’Esecutivo.

Le aspettative di Roma, si ragiona in ambienti della maggioranza, sono state alimentate anche dai primi contatti tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron nell’ora di confronto sulla terrazza di un albergo romano, giusto all’indomani dell’insediamento del governo di centrodestra. Questione su cui Meloni punta i piedi perché è proprio sui temi identitari – come si è visto fin dalle prime mosse dell’esecutivo – che può e vuole caratterizzare la sua azione di governo.

Partendo dal presupposto che sul fronte economico, invece, il sentiero è molto più stretto, con la crisi energetica che non accenna ad attenuarsi e la recessione che – stando anche alle ultime stime di Moody’s – appare solamente rimandata.

Raccontano che i contatti sulla linea Roma-Parigi si siano ripetuti senza trovare una via d’uscita. Certo, per il momento, nonostante l’escalation delle dichiarazioni, lo scontro si è consumato tra i due ministeri dell’Interno ma nessuno può escludere che si possa salire di livello. In Francia come in Italia, quella dei migranti è materia che scotta, e lo stesso Macron ha problemi con l’opposizione della destra lepeniana francese e della sinistra.

I canali diplomatici tradizionali non sono ancora stati aperti e definiti, il filo è tenuto stretto da Palazzo Chigi, lasciando poco spazio all’azione della Farnesina, si rimarca in alcuni settori della coalizione. Una situazione che al momento sembra frenare iniziative diplomatiche guidate dalla Farnesina. Formalmente Antonio Tajani si allinea alla posizione ufficiale (la Francia, dice, ha avuto una “reazione sproporzionata”), anche se in Forza Italia non si nasconde una certa preoccupazione. Lo stesso Silvio Berlusconi aveva dato voce ad alcune sensibilità diverse presenti nel partito (fermezza sì ma “restiamo umani”).

La situazione è delicata e complessa allo stesso tempo, e il Quirinale per il momento si limita ad osservare l’evoluzione degli eventi. Sergio Mattarella, si ragiona in ambienti parlamentari, non sembrerebbe intenzionato ad intervenire direttamente su Macron. E i canali diplomatici non sono ancora pronti a supportare altre iniziative. In gioco non c’è solo il destino dei migranti – sui quali dall’Europa negli anni è arrivata molta solidarietà a parole ma pochi fatti – ma degli equilibri tra i Paesi del vecchio continente.

Roma non vuole giocare la partita in difesa. Si sta preparando, è pronta a rispettare gli impegni del Pnrr e quelli dei Trattati. Ma in cambio si aspetta parità di trattamento. Anche perché, è il ragionamento che fa più di un ministro, Fdi e il centrodestra sono arrivati al governo da appena tre settimane e se ci sono cose che non hanno funzionato, non è certo all’attuale esecutivo che si possono imputare gli errori.

(di Silvia Gasparetto/ANSA)