Spunta ipotesi zero commissioni per microspese

Uno scontrino fiscale.
Uno scontrino fiscale. ANSA/ STRINGER

ROMA.  – Il governo continua a spingere il Piano cashless e punta a rendere più facili le spese digitali, allegerendo i costi per gli esercenti: tra le ipotesi alle quali si starebbe lavorando, spunta quella di azzerare le commissioni per i micropagamenti fino a 5 euro, con il desiderio anche si spingersi fino alla soglia dei 25.

In un incontro con gli operatori l’esecutivo non ha poi avviato un pressing deciso non solo per un calo delle commissioni ma aggiungendo anche la richiesta di partecipare all’iniziativa del cashback, con importi aggiuntivi. Un’ipotesi che sembra ricordare le vecchie rottamazioni delle automobili, per le quali all’incentivo pubblico doveva sommarsi anche uno “sconto” prefissato da parte del rivenditore. Un modo questo per “restituire” al sistema anche i più alti guadagni legati al maggior utilizzo delle carte.

La strada per rendere anche l’Italia un Paese più moderno passa anche da qui, è la convinzione dell’esecutivo e in particolare del premier che vuole allinearsi all’Europa dove carte e bancomat sono molto più diffusi. E l’ipotesi di ridurre i costi a carico dei commercianti sarebbe uno degli strumenti per assicurare il successo dell’operazione “cashback”. E che sul fronte dei cittadini, come anticipato dallo stesso premier, dovrebbe ruotare intorno al superpremio da 3000 euro.

Un “tesoretto” al quale potranno avere accesso i primi 100mila cittadini che useranno di più la carta di credito: per questo meccanismo conterà il numero di operazioni e non la cifra, per cui cinque caffè – è stato spiegato – equivarranno a cinque borse di lusso. Un incentivo che si affiancherà al “cashback” più tradizionale e che consentirà a chi sceglie i pagamenti digitali di ottenere un rimborso massimo di 300 euro.

Il cashback e il super-cashback (il nuovo nome del bonus Befana) dovrebbero partire dal primo dicembre ma per diventare operative hanno bisogno di essere messe nero su bianco con dei decreti attuativi del Tesoro. A disposizione ci sono al momento un miliardo e settecentocinquanta milioni per il 2021, poco più della metà dei 3 miliardi stanziati originariamente con la manovra dello scorso anno e poi però dirottati per il finanziamento delle misure anti Covid. Il fondo ovviamente può sempre essere ulteriormente rimpinguato, in occasione della prossima legge di Bilancio.

Ciò che invece scatterà automaticamente dal primo gennaio è la lotteria degli scontrini: anche questa è stata rinviata (sarebbe dovuta partire da luglio) a causa del Coronavirus, è nei fatti un concorso a premi gratuito, collegato allo scontrino elettronico.

In totale ci sono 50 milioni di euro a disposizione e il piatto più ricco è quello che per i pagamenti “zero contanti”: si potrà vincere fino a 5 milioni e in questo caso ad essere premiato sarà anche l’esercente (fino a 1 milione di euro); ma anche chi usa i contanti potrà sperare nella dea bendata e  incassare fino a 1 milione di euro. Oltre ai bottini più consistenti, in palio anche premi mensili e settimanali che vanno dai 5mila ai 100mila euro.

Basterà spendere un euro per ottenere un biglietto virtuale e partecipare all’estrazione a sorte, dopo però aver chiesto al negoziante di abbinare allo scontrino il proprio “códice lotteria”, cioè il codice alfanumerico – si legge sul sito ad hoc messo a punto dal governo – che si ottiene accedendo all’area pubblica del “Portale lotteria”.

Altro tassello del piano cashless, i nuovi tetti fissati per i pagamenti in contante: dal primo luglio la soglia è scesa da 3 a 2mila euro e nel 2022 è destinata a ridursi ancora, arrivando a mille euro e tornando così ai livelli stabiliti con il dl Salva Italia nel 2011. Sempre il primo luglio è scattato l’obbligo per i professionisti di accettare pagamenti con pos e carta di credito.

(di Chiara Scalise/ANSA)

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