Il coronavirus si aggira fra i banchi, chiuse 43 scuole

Personale scientifico al lavoro in un laboratorio in Israele.

TEL AVIV.  – Nelle scuole di Israele torna a diffondersi il coronavirus ed oggi, dopo due giorni di serrate consultazioni, il premier Benyamin Netanyahu ha dato ordine che venga chiuso ogni istituto in cui si sia rilevato anche un solo caso positivo.

Due settimane fa la riapertura delle scuole, a tutti i livelli, era stata salutata con sollievo da parte degli allievi e dei genitori. Ma nessuna soluzione pratica era stata escogitata contro il sovraffollamento nelle classi a cui, nella seconda metà di maggio, si è aggiunta una ondata di caldo che ha costretto gli allievi a rimuovere le mascherine.

Negli ultimi giorni nelle scuole si è notato un rápido aumento dei contagi. Il focolaio principale si è avuto nel “Ginnasio Gerusalemme” (con oltre 100 contagi, fra allievi ed insegnanti). Nel frattempo i casi positivi nelle scuole di Israele hanno raggiunto quota 255. Ieri 31 istituti erano stati chiusi come misura di precauzione, mentre oggi il loro numero è salito a 43. Circa 7.500 allievi sono adesso in quarantena.

Di fronte a questa situazione una rete educativa, la “Branco Weiss” (che conta 27 scuole) ha deciso di sviluppare un progetto di “insegnamento ibrido” che cerca di conciliare l’incontro frontale con gli insegnanti in classe con lezioni ed altre attività educative condotte invece a distanza, via zoom. In questo modo si vuole garantire da un lato la continuità della attività educativa e dall’altro un maggiore distanziamento fra gli allievi.

La difficoltà, è stato spiegato, consiste nel sincronizzare questo genere di insegnamento. Il coronavirus, ha notato una dirigente, ha fatto da stimolo. Durante la prossima estate saranno messi a punto programmi di insegnamento “ibridi” che concilino al meglio le lezioni frontali con le attività in casa. A settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico, questa iniziativa prenderà il via.

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