Nel mirino un ex magistrato contabile, un avvocato già nel CdA della Stretto di Messina Spa e un imprenditore. Ipotesi di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio sull’iter di approvazione del progetto
MADRID.- Un’inchiesta della Procura di Roma accende nuovi riflettori sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. I magistrati della Capitale stanno indagando su tre persone con accuse che vanno dalla corruzione alla rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, nell’ambito delle procedure di controllo che hanno riguardato il progetto definitivo della grande opera destinata a collegare Sicilia e Calabria.
Su delega della Procura, i carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni personali, domiciliari e informatiche a Roma, in provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati documenti e dispositivi elettronici che saranno ora sottoposti ad analisi investigative.
Chi sono gli indagati
Secondo quanto comunicato dall’ufficio guidato dal procuratore capo Francesco Lo Voi, gli indagati sono un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in pensione dal febbraio 2026, un avvocato della provincia di Reggio Calabria già componente del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina Spa e un imprenditore reggino residente a Roma.
Le contestazioni formulate dalla Procura riguardano, a vario titolo, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.
Le ipotesi della Procura
Al centro delle indagini vi sarebbe un presunto tentativo di influenzare il giudizio di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo del Ponte sullo Stretto.
Secondo gli investigatori, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero cercato di avvicinare il magistrato contabile per ottenere informazioni riservate e favorire una valutazione positiva della procedura da parte dell’organo di controllo.
In cambio della collaborazione, al magistrato sarebbe stato prospettato un sostegno per l’assegnazione di incarichi prestigiosi dopo il pensionamento, tra cui la presidenza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato oppure ruoli di vertice in società pubbliche partecipate.
La Procura sostiene che il magistrato avrebbe fornito aggiornamenti costanti sull’andamento delle verifiche, rivelando informazioni coperte da riservatezza relative agli orientamenti dei colleghi e alle discussioni interne della Corte dei Conti.
Tra gli episodi contestati figura anche l’esame della decisione del 29 ottobre 2025, con la quale la Corte espresse un parere sfavorevole sul progetto. Secondo gli inquirenti, l’ex magistrato si sarebbe impegnato a predisporre una memoria tecnica nell’interesse della società Stretto di Messina Spa.
Il nodo del controllo della Corte dei Conti
Il parere della Corte dei Conti rappresentava uno dei passaggi più delicati dell’intero iter amministrativo dell’opera.
La valutazione dell’organo di controllo era infatti necessaria per consentire la pubblicazione degli atti in Gazzetta Ufficiale e, di conseguenza, l’avvio delle successive fasi operative del progetto.
Nell’autunno del 2025 la Corte aveva evidenziato criticità che avevano portato il governo a rivedere il percorso amministrativo, rinviando alcuni passaggi e avviando ulteriori approfondimenti tecnici e procedurali.
Secondo la ricostruzione della Procura, proprio in quella fase si sarebbero concentrati i tentativi di condizionamento oggetto dell’indagine.
Sequestri e analisi informatiche
Le perquisizioni effettuate dal Ros hanno portato al sequestro di computer, telefoni cellulari e altro materiale informatico ritenuto potenzialmente utile alle indagini.
Gli investigatori dovranno ora verificare il contenuto dei dispositivi per accertare l’esistenza di comunicazioni, documenti o elementi in grado di confermare o smentire le ipotesi accusatorie.
L’inchiesta si trova ancora nella fase preliminare. Come previsto dall’ordinamento, gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Nel frattempo, il procedimento giudiziario apre un nuovo capitolo nella lunga e controversa vicenda del Ponte sullo Stretto, uno dei progetti infrastrutturali più discussi e strategici degli ultimi decenni per il sistema dei trasporti italiano.
(Redazione)
