Spagna, il premier Sánchez annuncia il riconoscimento dello Stato palestinese

El premier Pedro Sanchez

Ha reiterato la condanna del terrorismo di Hamas ed espresso il desiderio di “mantenere le migliori relazioni possibili” con Israele.


MADRID – “Alea iacta est”. La Spagna ha riconosciuto l’esistenza di uno Stato palestinese. È stato un gesto impregnato di simbolismo. Dopo averlo anticipato in più occasioni, il presidente del Governo, Pedro Sánchez, lo ha annunciato ufficialmente. Come è ormai consuetudine, la scalinata all’ingresso del Palazzo della Moncloa, sede del Governo, ha fatto da cornice alla dichiarazione istituzionale, attraverso la quale è stato comunicato il riconoscimento dello Stato palestinese, reiterata la condanna del terrorismo di Hamas ed espresso il desiderio di “mantenere le migliori relazioni possibili” con Israele.

Il presidente Sánchez, al Palazzo della Moncloa, incontrerà domani il primo ministro palestinese, Mohamed Mustafa. E alcuni ministri degli Esteri dei paesi arabi. Con loro analizzerà la situazione nell’Oriente Prossimo dopo l’avvenuto riconoscimento della Palestina.

Il capo del Governo ha affermato che la Spagna non riconoscerà ipotetiche modifiche “alle linee di confine del  1967“. E ha precisato che “Gerusalemme Est sarà la capitale del nuovo Stato e commentato che il governo legittimo sarà quello delle Autorità Nazionali Palestinese”.

Il presidente Sánchez, nonostante il fuoco incrociato dei suoi alleati nel governo e le critiche del Partito Popolare e di Vox, ha definito quella presa come una “decisione storica”. Ha assicurato che non è contro Israele che, ha detto,  è “un popolo amico che rispettiamo, che apprezziamo e con il quale vogliamo avere le migliori relazioni possibili”.

Il capo del Governo ha ribadito che la Spagna ha condannato energicamente,  e fin dal primo momento, gli atti terroristici del 7 – O

Il presidente Sánchez ha assicurato che da domani la Spagna concentrerà gli sforzi per trasformare in realtà la  risoluzione. È sottolineato che le priorità sono tre.

“In primo luogo, cercare un cessate il fuoco permanente, l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza e il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas”. Quindi si è impegnato a coinvolgere l’Autorità Nazionale Palestinese nel processo di riforma. In questo contesto, ha detto, continuerà a unire le forze per convocare una Conferenza Internazionale di Pace dalla quale dovrebbe nascere lo Stato Palestinese

Dal canto suo, il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha assicurato che la risposta alle “bufale” e agli “attacchi di Israele contro la Spagna” sarà “calma e ferma”. E coordinata con Norvegia e Irlanda, gli altri due paesi che hanno promosso con i fatti il riconoscimento dello Stato palestinese. Il ministro ha assicurato che, per il momento, non c’è in programma l’apertura di un’Ambasciata in Palestina. Le relazioni diplomatiche saranno gestite dai funzionari del Consolato spagnolo a Gerusalemme.

Le reazioni all’annuncio del riconoscimento ufficiale dello Stato palestinese sono state immediate. Alberto Núñez Feijóo ha commentato che la decisione del presidente del Governo arreca un grave danno all’immagine internazionale del paese. E ha accusato il presidente Sánchez di agire per interessi politici, elettorali. Ha comunque riconosciuto che il suo partito è a favore dell’esistenza di due Stati, quello d’Israele e quello della Palestina, anche se crede che questo non sia il momento più opportuno.

Dal canto suo, il candidato di Vox al Parlamento Europeo, Jorge Buxadé, ha difeso gli attacchi di Israele in Palestina che considera “operazioni militari antiterrorismo”.

I soci del governo e  gli alleati che hanno permesso l’investitura del presidente Sánchez assicurano che il riconoscimento dello Stato palestinese non avrà conseguenze e non risolverà il problema se allo stesso tempo non si esercitano maggiori pressioni sul governo israeliano. Ad esempio, con  lo strappo diplomatico. Ovvero, con la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele.

Redazione Madrid

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