Cop28, Al Jaber ritratta: “Siamo qui perché rispettiamo la scienza”

Il corteo studentesco 'Fridays for future' in occasione dello sciopero globale per il clima.
Il corteo studentesco 'Fridays for future' in occasione dello sciopero globale per il clima. ANSA/LUCA ZENNARO

MADRID. – Il presidente della Cop28, Sultan Al Jaber, fa marcia indietro, e assicura di “rispettare la scienza sul cambiamento climatico”. Investito dalle polemiche dopo la diffusione di un audio, risalente a un meeting online del 21 novembre, a meno di 10 giorni dall’inizio della Conferenza delle parti sul clima, in cui aveva affermato rivolto a un interlocutore che “non esiste alcuna scienza, né alcuno scenario, che affermi che l’eliminazione graduale dei combustibili fossili sia ciò che ci porterà (a limitare il riscaldamento globale) a 1,5°”, ovvero esattamente quello che la Cop si prefigge dai tempi dell’Accordo di Parigi del 2015, “a meno che lei non voglia riportare il mondo nelle caverne”.

In una conferenza stampa a Dubai, questa mattina al Jaber (petroliere e ministro dell’Industria di Dubai, oltre che presidente della Cop) ha affermato di “rispettare le raccomandazioni della scienza sul cambiamento climatico: sono ingegnere ed economista e ho rispetto nella scienza, che è al centro del mio progresso nella carriera. Rispetto numeri e dati”.

Nel corso della sua autodifesa, Al Jaber ha spiegato che “siamo tutti qui perché abbiamo lanciato un chiaro invito all’azione. Gli Emirati Arabi Uniti assumono questo compito con umiltà e responsabilità e comprendono appieno l’urgenza alla base di questa questione. Siamo qui perché crediamo e rispettiamo pienamente la scienza” e proprio in base a quello che la scienza prescrive “il 43% delle emissioni globali deve essere ridotto entro il 2030. Si tratta di 22 gigatonnellate. E dobbiamo far sì che ciò accada per mantenere la temperatura di 1,5°C a portata di mano”.

Un impegno senza precedenti

Al Jaber porta a proprio sostegno quanto già ottenuto nei primi giorni della Cop28: “Credo che abbiamo già fissato un livello elevato per i risultati. C’è un vero senso di slancio, trazione, positività ed eccitazione. Posso anche dirvi che c’è una vera speranza là fuori, in tutto sul sito e in tutte le persone che ho incontrato. C’è vera speranza e ottimismo sul fatto che questo sia un importante punto di svolta e non possiamo perdere l’occasione. Questa è la nostra opportunità di realizzare un cambiamento di paradigma reale e tangibile che correggerà la rotta e ci metterà sulla strada giusta per mantenere l’1,5 a portata di mano”.

Non solo: “alla Cop28 abbiamo riunito gli Stati Uniti e la Cina in un impegno senza precedenti per una riduzione a livello economico del metano e di altri gas diversi dalla CO2. Questi gas sono oltre 80 volte più dannosi della CO2”. Al Jaber si dice poi “particolarmente orgoglioso” che nel corso dei primi giorni di Cop siano state firmate “le prime dichiarazioni in assoluto sui sistemi sanitari e alimentari. Queste sono due enormi priorità per il nostro programma d’azione della presidenza della COP28.

Nei prossimi giorni verranno annunciate tre ulteriori dichiarazioni su idrogeno, raffreddamento e genere. Penso davvero che stia succedendo qualcosa di speciale qui. La positività, l’ottimismo, la speranza, lo slancio, la determinazione – stanno crescendo. E resterò concentrato sui risultati e sul mantenimento di questo punto finché non otterremo la risposta più ambiziosa al Global Stocktake”, ovvero il primo vero ‘punto della situazione’ che la Co28 è chiamata a fare sull’avanzamento dei risultati verso gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi.

Pacchetto energia

Per quanto riguarda il pacchetto energia della COP28, ha concluso Al Jaber, “è un passo da gigante nella giusta direzione ed è solo l’inizio. Ho più volte affermato che questo non è ancora sufficiente”. Questa mattina intanto Regno Unito, Francia, Banca Mondiale, Banca Africana di Sviluppo, Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e Banca Inter-americana per lo sviluppo hanno annunciato che amplieranno l’uso di clausole di debito resilienti al clima nei loro prestiti e di essere pronti a sospendere il debito quando i paesi vengono colpiti dai disastri naturali. Il Regno Unito ha annunciato le prime clausole di debito resilienti al clima in Africa, con il Senegal: 73 paesi si sono uniti per lanciare un invito all’azione sull’adozione di queste clausole.

(Redazione/9colonne)