Manovra, sciopero al Nord. Landini: “Governo porta il Paese a sbattere”

Manifestanti scendono in piazza per il diritto al lavoro. Immagine d'archivio.
Manifestanti scendono in piazza per il diritto al lavoro. Immagine d'archivio. (ANSA)

MADRID. – In migliaia hanno preso parte alle quaranta manifestazioni, promosse da Cgil e Uil  in occasione dello sciopero nelle regioni del nord (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Val d’Aosta e Veneto).

Una mobilitazione,  “per alzare i salari, per estendere i diritti e per contrastare una legge di bilancio che non ferma il drammatico impoverimento di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati e non offre futuro ai giovani”, come spiegano i promotori, preceduta da una nuova  tensione con Palazzo Chigi: ieri, a metà pomeriggio, era arrivata improvvisa la convocazione dei sindacati da parte del governo per parlare ancora di manovra, ma poi l’incontro è stato rinviato a martedì su richiesta di Cgil e Uil. 

“Le scelte che il governo sta facendo sono sbagliate, stanno portando il nostro paese a sbattere. Non ci faremo intimorire, proseguiremo con la nostra mobilitazione” ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha tenuto il comizio finale alla manifestazione di  Torino. 

“Credo – aggiunge – che la risposta più forte stia arrivando anche oggi dalla partecipazione fortissima con un’adesione altissima in tutte le 40 piazze. La democrazia e i diritti si difendono praticandoli”. 

Il segretario generale della Uil, Pier Paolo Bombardieri, ha invece preso parte al corteo di Brescia:  molto alta la partecipazione, secondo gli organizzatori hanno sfilato per le vie della città in 15mila.  

“Meglio la convocazione che la precettazione. Convocare le organizzazioni sindacali mentre eravamo in piazza mi era sembrato uno scivolone, una mancanza di rispetto per chi oggi è qui: meno male che si è posto rimedio” ha detto Bombardieri, che poi ha aggiunto: “Siamo in piazza anche oggi perché restano irrisolti i problemi principali sociali ed economici del nostro Paese: la perdita del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, il mancato rinnovo dei contratti, la sicurezza sul lavoro, il fisco, la previdenza. 

Ecco perché abbiamo indetto questo sciopero generale che, come sempre, è stato fatto nel rispetto delle norme di legge. E se c’è qualcuno che dice: ‘sono io che decido quando si possono fare gli scioperi’, credo che non si rispetti quello che dice la Costituzione. 

Oggi da questa piazza e da tutte le altre dove si sta svolgendo la mobilitazione, giunge una risposta di grande partecipazione, una richiesta al Governo di ascoltare chi sta in difficoltà e chi non è d’accordo”. 

La protesta di Cgil e Uil proseguirà con scioperi e manifestazioni il 27 novembre in Sardegna e il 1° dicembre nelle regioni del Sud. Intanto, i sindacati di base confermano lo sciopero di 24 ore di lunedì dei mezzi pubblici, dopo il confronto al ministero con il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.

(Redazione/9colonne)