Mattarella: “Costituzione regola istituzioni e vita sociale”

Palazzo del Quirinale, 23/11/2023 (II mandato) Il Presidente Sergio Mattarella in occasione dell'incontro con una delegazione dell’Associazione fonografici italiani, in occasione del 75° anniversario di costituzione dell’AFI. (Ufficio stampa)

MADRID. – Una giornata storica per l’Associazione Fonografici Italiani, accolta questa mattina dal Capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale in occasione del 75esimo anniversario dalla sua fondazione. È stato il presidente della Repubblica, in mattinata, a ricordare l’importanza della musica nella vita sociale di tutti. E non solo della musica:

“Avete ricordato che 75 anni fa nasceva la Costituzione. Ed è nata l’AFI. Questa coincidenza non è senza significato. È casuale, probabilmente, ma induce a una riflessione che rende conto dell’importanza di quanto fate. La Costituzione- ha sottolineato Mattarella rivolgendosi alla delegazione dell’Associazione Fonografici Italiani – regola le nostre istituzioni. Ma soprattutto, con i valori che esprime, orienta il nostro Paese e dà senso alla vita sociale del nostro Paese” ha aggiunto il capo dello Stato.

“In questo la collaborazione dell’arte, della musica è davvero di fondamentale importanza nel dare senso alla vita sociale. Perché le emozioni che suscita, i sentimenti positivi che induce ad avere e a nutrire, sono un contributo decisivo per la vita del nostro Paese, orientandolo secondo i valori della Costituzione. Quelli di convivenza serena, di solidarietà, di vicinanza reciproca, di impegno comune”.

Mattarella nel corso del suo intervento ha fatto anche riferimento ai conflitti in corso: “L’arte, la musica – come la cultura in generale – non tollerano confini. Superano ogni confine. Come si fa a frenare la musica alla frontiera? Ecco, questo messaggio che unifica, che crea connessioni – appunto – non soltanto all’interno della società ma nella dimensione internazionale, è un grande valore di contributo alla vita internazionale.

E in questo periodo in cui la dissennatezza delle tensioni internazionali ci pone di fronte a guerre, ad aggressioni, a orribili atti di terrorismo, a spirali di violenza, questo messaggio è particolarmente prezioso. E il contributo dell’arte, che la musica fornisce in questo modo, è un antidoto davvero fondamentalmente importante per la vita del nostro mondo. Del resto, l’arte non tollera confini anche al suo interno”.

Cerruti (Afi) e Vessicchio

“Questa mattina celebriamo 75 anni di storia della musica italiana con una delegazione di artisti che è stata la colonna sonora della crescita del nostro settore, della sua capacità di industrializzarsi e di arrivare fino ad oggi con un processo di democratizzazione che rende la musica il bene culturale più diffuso” ha dichiarato al Quirinale il presidente dell’AFI Sergio Cerruti nel suo discorso di apertura dei lavori.

“Da quel 1948, anno che ha visto anche la nascita della ben più importante Costituzione, l’AFI si occupa di valorizzare la cultura musicale italiana, e di proteggere i diritti dei suoi artisti, produttori e compositori nel tentativo di garantire equità nel mercato. E proprio come gli articoli della nostra Costituzione guidano le regole delle Istituzioni, l’AFI, insieme a tutte quelle federazioni e organismi che sempre da lei discendono, si sono impegnati a scrivere o riscrivere le regole di un settore e di un’industria che è capace di essere medicina per l’anima ma anche per l’economia”.

Una mattinata emozionante durante la quale ha preso parola anche il direttore d’orchestra Beppe Vessicchio ricordando che le azioni compiute dal mondo discografico esistono e prendono vita dai valori artistici, culturali e creativi che tutto il mondo riconosce al nostro Paese, con un emozionante passaggio sulla genesi della sua passione per la musica: “A cinque anni ebbi la fortuna di poter poggiare la puntina sul solco di un vinile grazie ad un giradischi elettrico che mio padre regalò al mio fratello maggiore. Fu così che cominciai a scoprire la musica che esisteva oltre le mura di casa mia e oltre la memoria della mia famiglia”.

La cerimonia

Quella di oggi sarà per l’Associazione Fonografici Italiani una giornata da ricordare: al Quirinale, in mattinata, il Presidente dell’AFI Sergio Cerruti ha omaggiato come simbolo di vicinanza la più alta Carica dello Stato con lo strumento di lavoro dichiarato “democratico e trasversale, utilizzato da tutti e che idealmente unisce due lati opposti destro e sinistro e formano quel suono unico capace di dare bellezza alla musica”: un paio di cuffie realizzato interamente in Italia dalla Spirit Soundesign Srl, un’impresa artigianale fondata nel 2018 a Torino.

“Come nelle migliori produzioni anche oggi un mio ringraziamento a chi ha partecipato e a tutto lo staff del Quirinale per aver reso possibile questa meravigliosa giornata” ha detto Cerruti. Tra i presenti nella Sala di Augusto, tante personalità della musica: Edoardo Vianello, Beppe Vessicchio, Amedeo Minghi, i Cugini di Campagna, Gianfranco Fasano, Aleandro Baldi, Don Backy, i Matia Bazar, Piero Mazzocchetti, Franco Bixio, Gatto Panceri, i Jalisse, Mario Lavezzi, Stefano Di Battista, Andrea Rea, Daniele Sorrentino, Luigi Del Prete, Mal, Nicky Nicolai e i Neri per Caso.

L’incontro si è concluso con tutti i presenti, compreso Mattarella, a intonare uno dei successi più importanti della discografia italiana: ‘Volare’ in omaggio a Franco Migliacci e al figlio Ernesto presente in Sala.  

(Redazione/9colonne)