Stop delle Camere per Berlusconi: non si vota per tutta la settimana

Mazzi di fiori e ricordini per Silvio Berlusconi all'entrata della Villa San Martino in Arcore . ANSA / MATTEO BAZZI

ROMA. – Il giorno dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, per la politica è ancora il momento del cordoglio. Ad Arcore, nella residenza del presidente di Forza Italia e più volte premier, è il giorno della camera ardente, prima dei funerali di Stato previsti al Duomo di Milano per domani, giornata che coinciderà anche con il lutto nazionale dichiarato dalla presidenza del Consiglio.

Ma anche a Roma la macchina delle istituzioni è stata impostata sulla marcia a folle: bandiere a mezz’asta fuori, attività sospese dentro. Niente lavori alla Camera dei Deputati e al Senato, di cui Berlusconi era membro, né oggi né ancora nella giornata di domani. Saltata anche la relazione annuale del Garante per la protezione dei dati personali, che era prevista per oggi alle ore 11.00.

La capigruppo di Montecitorio ha deciso che l’aula riprenderà giovedì, con la discussione generale sulle mozioni sulle pensioni minime, e venerdì si terranno le interpellanze urgenti. In ogni caso non si voterà alcun provvedimento fino alla prossima settimana, quando Berlusconi verrà omaggiato in aula in una data non ancora ufficializzata.

Slittano alla prossima settimana gli esami del dl Lavoro, del decreto Pnrr e del decreto sulla proprietà industriale, oltre al decreto missioni. Il 21 giugno, in particolare, sono calendarizzate anche le due proposte di legge sulle commissioni di inchiesta su sicurezza sul lavoro e periferie.

Pausa ancora più lunga in Senato, dove l’aula avvierà solo nel pomeriggio di lunedì 19 giugno la discussione generale del decreto Pa, già approvato dalla Camera: sul provvedimento, in scadenza il 21 giugno, verrà posta la questione di fiducia che verrà votata nella mattinata del 20 giugno. L’esame del dl Lavoro, inizialmente previsto per oggi pomeriggio, si svolgerà invece martedì 20 giugno dopo la commemorazione in aula di Silvio Berlusconi, prevista per le 15.

I distinguo

Dopo il primo cordoglio, però, cominciano ad arrivare alcuni distinguo relativi all’entità delle celebrazioni. Secondo l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, per esempio, “la sospensione per tutta la settimana delle votazioni in Parlamento per la morte di Berlusconi è davvero inaccettabile. I bisogni, le tragedie, i diritti delle persone del Paese possono attendere perché nel nuovo regime bisogna stare una settimana inginocchiati”.

Ma c’è anche chi contesta la scelta del lutto nazionale: tra questi Rosy Bindi, ex presidente della Commissione Antimafia, che a Un Giorno da pecora spiega: “I funerali di Stato è giusto che ci siano ma il lutto nazionale per una persona divisiva com’è stato Berlusconi secondo me non è una scelta opportuna”.

Andrea Crisanti invece contesta gli stessi funerali di Stato: “Li ritengo inopportuni – dice – così come il lutto nazionale per il nostro ex presidente del Consiglio: alcune sue azioni non hanno avuto alcun rispetto per lo Stato che rappresentava”.

I funerali di Stato in realtà sono previsti automaticamente per legge (n. 36 del 1987) a carico dello Stato per il presidente della Repubblica, il presidente del Senato, il presidente della Camera dei deputati, il presidente del Consiglio dei ministri e il presidente della Corte costituzionale, sia in carica che ex, quindi anche per Berlusconi, anche se molti ex premier negli anni avevano disposto di preferire le esequie in forma privata.

Inoltre, la presidenza del Consiglio li può disporre anche per altre personalità: l’ultimo esponente politico per cui sono stati svolti funerali di stato era stato l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, ma non a spese dello Stato per esplicita volontà della famiglia, ma negli ultimi anni l’onore è stato riservato per esempio a David Sassoli e all’ambasciatore italiano Luca Attanasio ucciso in Congo.

Al Duomo, gli ultimi funerali di Stato celebrati per il cardinale Carlo Maria Martini nel 2012 e per il cardinale Dionigi Tettamanzi nel 2017, e più indietro Mike Bongiorno e Alda Merini. Il lutto nazionale invece non è automatico, e non era mai stato proclamato per un ex presidente del Consiglio.

(Redazione/9colonne)

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