Spagna, parte la campagna elettorale con scenari incerti in alcuni territori

MADRID — Pronti, via. La campagna per le amministrative, le comunali del prossimo 28 maggio in Spagna è ufficialmente iniziata. I partiti si sono già tuffati a capofitto in una sequenza serrata di eventi elettorali per cercare di captare il voto degli ultimi indecisi. E intanto, le prime polemiche cominciano ad affiorare. In lizza ci sono i governi di 12 comunità autonome e delle enclavi di Ceuta e Melilla, oltre alle amministrazioni di tutti i comuni del Paese. Al voto sono chiamati circa 18 milioni di persone per le regionali e 35 milioni di persone per le comunali.

L’avvicinamento alle elezioni è contraddistinto da diverse incognite riguardanti alcuni dei territori in cui si andrà alle urne. Per quanto riguarda le comunità autonome, non in tutte i sondaggi sinora pubblicati danno pronostici definiti sul vincitore. Le piazze principali sono la Comunità di Madrid e la Comunità Valenciana, regioni che la demoscopia più recente assegna con maggiori probabilità, rispettivamente, al centrodestra, con la popolare Isabel Díaz Ayuso, e al centrosinistra, con la variegata coalizione guidata dal Socialista Ximo Puig. Ma in altre zone del Paese le cose sembrano ancora tutt’altro che decise.

Secondo il Centro per le Ricerche Sociologiche (CIS), il cui ultimo rilevamento è stato ripreso da diversi media, gli scenari più incerti riguardano l’Aragona, ora in mano a una coalizione di centrosinistra guidata dal socialista Javier Lambán e contesa da Partito Popolare e Vox, e La Rioja, controllata dalla socialista Concha Andreu che potrebbe però essere scavalcata dal centrodestra.

In altre regioni, il CIS prevede situazioni più nette: in Castiglia La Mancia, ad esempio, dà per probabile una nuova vittoria del socialista Emiliano García Page, così come al centrosinistra potrebbero rimanere le Baleari, le Canarie, l’Estremadura, le Asturie e la Navarra.

Per quanto riguarda il centrodestra, una possibile conferma potrebbe arrivare per il popolare Fernando López Miras a Murcia, mentre in Cantabria il partito di Alberto Núñez Feijóo e Isabel Díaz Ayuso potrebbe strappare lo scettro allo storico governatore Miguel Ángel Revilla, del Partito Regionalista della Cantabria. In tutte e due i casi, la formazione conservatrice potrebbe aver però bisogno di un sostegno da parte di Vox.

Proprio il fatto che il partito alleato di diverse tra le forze più reazionarie d’Europa ha chance per entrare in tutti i Parlamenti regionali è una delle possibili chiavi messe in luce dal CIS. Così come la prospettiva secondo cui, d’altro canto, i liberali di Ciudadanos potrebbero uscire di scena in modo pressoché definitivo.

Per quanto riguarda i due principali partiti del Paese, i socialisti di Pedro Sánchez puntano a conservare il maggior numero di governi territoriali possibili, mentre Feijóo e i suoi aspirano a portar via ai rivali piazze pregiate. Anche se i sondaggi più recenti hanno portato i popolari a formulare, nel caso delle elezioni del 28 maggio, aspettative più prudenti rispetto a quelle iniziali.

Nel frattempo, il primo giorno di campagna è stato caratterizzato da una polemica segnata dai riferimenti a una delle pagine più dolorose della storia recente del Paese, quella della violenza armata dell’Eta.

La discussione nasce dalla presenza in liste elettorali della formazione indipendentista di sinistra basca Eh Bildu di candidati e supplenti con un passato legato al gruppo terroristico. Secondo quanto denunciato dall’associazione di vittime del terrorismo Covite, si tratta di 44 persone con alle spalle “condanne per appartenenza o collaborazione”, candidate nei Paesi Baschi e in Navarra.

La questione ha suscitato proteste di vittime e agitato il dibattito politico della giornata, con le formazioni del centrodestra, come il Partito Popolare e Vox, particolarmente indignate dalla scelta compiuta di Bildu. Critiche sono arrivate anche da esponenti del governo di Pedro Sánchez: “Non credo che una persona che abbia provocato dolore possa poi gestire la vita pubblica di una determinata località”, ha per esempio detto ad alcuni cronisti la ministra della Difesa Margarita Robles.

Redazione Madrid