Superbonus: le imprese contro lo stop del Governo alla cessione dei crediti

Un edificio in corso di ristrutturazione. Genova, 04 luglio 2022

MADRID. – “Nonostante due forze politiche del governo attuale abbiano fatto parte anche del governo Draghi”, sul Superbonus “è necessario intervenire per correggere degli errori. La situazione era fuori controllo”. Ieri sera, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, il vicepremier Antonio Tajani certificava lo stop a tutte le cessioni dei crediti di tutti i bonus fiscali, da subito in vigore con decreto legge.

Una decisione che scatena una levata di scudi da parte delle categorie e dei soggetti coinvolti, cui non basta la rassicurazione del sottosegretario Alfredo Mantovano che le associazioni di categoria legate al superbonus “saranno invitate nel tardo pomeriggio di lunedì a Palazzo Chigi per ricevere i loro contributi propositivi rispetto a un intervento di necessità ed estrema urgenza”.

L’allarme di artigiani e costruttori edili

“Se il Governo blocca l’acquisto dei crediti da parte degli enti pubblici, che si stanno facendo carico di risolvere un’emergenza sociale ed economica sottovalutata dalle amministrazioni centrali, senza aver individuato ancora una soluzione strutturale, migliaia di imprese rimarranno definitivamente senza liquidità e i cantieri si fermeranno del tutto con gravi conseguenze per la famiglie” aveva affermato la presidente Ance, Federica Brancaccio, lanciando l’allarme da parte dei costruttori edili ancor prima che il decreto vedesse la luce.

Ma anche gli artigiani si sentono sulla stessa barca: “Per decreto, nel giro di poche ore, il governo si è assunto la responsabilità di mettere in ginocchio imprese e famiglie, con una decisione davvero incomprensibile e per di più in contrasto con gli obiettivi di efficientamento energetico fissati per il 2030. Bloccare in un batter d’ali la cessione di nuovi crediti significa tirare il freno a mano all’edilizia e a tutto il suo indotto di cui il Governo, ancor meglio di noi, credo conosca il valore in termini di Pil.

Basti pensare che, nella filiera del legno-arredo che FederlegnoArredo rappresenta, ben 3 associazioni (Assolegno, Assotende, Edilegnoarredo) saranno colpite dalla misura. Ci auguriamo che l’incontro fissato dal Governo con le categorie possa portare a una possibile modifica” dichiara Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo.

Tra le forze politiche, i più critici verso la scelta del governo sono i ‘genitori’ del Superbonus, ovvero i 5 Stelle: il leader Giuseppe Conte, postando un tweet del premier Giorgia Meloni precedente alle elezioni politiche (“pronti a tutelare i diritti del superbonus e a migliorare le agevolazioni edilizie”) afferma: “Le promesse della campagna elettorale rimangiate una dopo l’altra. Incoerenza e pavidità, a danno di famiglie e imprese”.

Di segno diverso, naturalmente, il giudizio del mondo bancario: secondo l’Abi il decreto legge “fornisce un chiarimento e un utile contributo per la maggiore certezza giuridica delle cessioni dei crediti rivenienti dai bonus edili e contribuisce a riattivare le compravendite di tali crediti di imposta. Il nuovo decreto legge prevede inoltre che, salvo deroghe per le operazioni in corso, non si potrà più optare per lo ‘sconto in fattura’ o per la cessione del credito d’imposta”.

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