La coalizione evita in extremis di spaccarsi sulla legge per gli animali

MADRID —  Salvataggio in zona Cesarini della legge “sul benessere animale”. I partiti della coalizione al governo in Spagna (Partito Socialista-Unidas Podemos) hanno evitato all’ultimo una spaccatura in Parlamento che avrebbe potuto complicare ulteriormente la settimana dell’esecutivo, alle prese con le  divergenze sulla norma del “solo sì è sì”. Entrambe le formazioni hanno votato “sì” dopo un lungo periodo di divergenze su una parte della stessa. Decisiva, per questo allineamento, la cessione di Unidas Podemos ai socialisti per quanto riguarda l’esclusione dalla legge dei cani da caccia, caldeggiata dal partito del premier Pedro Sánchez.

Ad agosto scorso, il progetto di legge sul benessere animali, che punta tra altre cose a proteggere protezione meglio gli animali da maltrattamenti e abbandono, era uscito dal Consiglio dei ministri come un testo convalidato da entrambe le matrici principali del governo. Tuttavia, le cose si sono complicate nel corso della susseguente fase di dibattito parlamentare.

Il Partito Socialista, come spiegato dalla stampa iberica, ha accettato di dar risposta alle esigenze dei settori favorevoli alla caccia presenti in diverse regioni del Paese, introducendo un emendamento che  esclude i cani utilizzati in questo ambito dalla regolamentazione sul trattamento degli animali. Un requisito che ha trovato in forte disaccordo Unidas Podemos.

Alla fine, tuttavia, quest’ultima formazione ha accettato di rinunciare alle proprie esigenze su tale aspetto della legge, in concomitanza con un momento particolarmente delicato per la coalizione di governo. “È una vittoria agrodolce”, ha dichiarato la segretaria di Stato per l’Agenda 2030 Lilith Verstrynge, esponente di Podemos, dopo l’approvazione della norma da parte del Congresso dei deputati.

La legge contempla aspetti come la garanzia di più tutele riguardanti la convivenza con animali, maggior protezione in situazioni quali feste popolari (ad esempio, le battaglie tra galli vengono proibite) e la riformulazione delle norme su questioni come allevamento (per esempio, con l’introduzione di un corso obbligatorio per proprietari di cani), vendita, trasporto o adozione. Previste anche pene più severe in diversi contesti di maltrattamento di animali.

“Questa è la prima grande ondata di diritti degli animali in Spagna, e certamente non sarà l’ultima”, ha commentato in Aula la ministra dei Diritti Sociali Ione Belarra, altresì segretaria generale di Podemos. La quale però ha anche dichiarato: “Sono profondamente dispiaciuta che si sia rotto in Parlamento il consenso costruito all’interno del governo per proteggere i diritti di tutti gli animali, anche dei cani da caccia”. “Lasciarli fuori da questa legge”, ha aggiunto, “significa esclusivamente mantenere nell’impunità i loro maltrattatori”.

La legge ha ricevuto critiche da gruppi di cacciatori, animalisti e veterinari, secondo media spagnoli.

Redazione Madrid