Giorgia Meloni tra politica interna e internazionale

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con il Primo Ministro della Repubblica algerina, Aïmen Benabderrahmane.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con il Primo Ministro della Repubblica algerina, Aïmen Benabderrahmane. (Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio)

ROMA.- La premier Giorgia Meloni mentre cerca sostegni in Algeria per diminuire la pressione della Russia sull’erogazione dell’energia, para i colpi che divampano internamente.

In Algeria la premier ha firmato accordi per assicurarsi l’approvvigionamento di gas e idrogeno seguendo un percorso già avviato dall’ex premier Mario Draghi. Il suo obiettivo è quello di trovare alternative al gas russo che in questi mesi ha messo in grave difficoltà l’Europa.

Soddisfatta di quanto ottenuto nel corso della visita in Algeria, il presidente Meloni, in conferenza stampa insieme al presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, ha spiegato che: “sono state firmate due intese da Eni e la sua omologa algerina, una per ridurre le emissioni di gas serra e l’altra per giungere ad un incremento delle esportazioni di gas dall’Algeria all’Italia e all’UE”. Ha parlato anche di un possibile gasdotto per l’idrogeno e ha sottolineato il proposito di “approfondire la collaborazione con l’Algeria anche nei campi politico e culturale.”

Il viaggio di Giorgia Meloni proseguirà con tappe a Stoccolma, Berlino e Bruxelles dove parteciperà al Consiglio straordinario il 9 e 10 febbraio. In vista di questo congresso la premier a Stoccolma cercherà di spianare la strada per un compromesso che permetta all’Italia di avere maggiori risorse europee da destinare al Nord Africa e così frenare la partenza dei migranti. Sullo stesso tono sarà l’incontro che dovrebbe avere con Olaf Scholz in Germania.

Pur se concentrata nella sua impegnativa tournée all’estero con la quale vuole riacquistare posizioni su tematiche come quella dei migranti, la premier non ha mai perso di vista le vicende italiane e i problemi interni alla sua coalizione.

In particolare, dopo le dichiarazioni del Guardasigilli Carlo Nordio sulle intercettazioni telefoniche che, a suo parere, devono essere limitate.

I magistrati in blocco hanno fatto pubblico il loro dissenso verso un decreto che, hanno ripetutamente detto, renderebbe molto più difficile sia il loro lavoro sia quello delle forze dell’ordine. In più occasioni hanno puntualizzato che senza le intercettazioni probabilmente non sarebbero riusciti ad arrestare il superlatitante Matteo Messina Denaro.

Anche i partiti di opposizione si sono schierati contro le parole di Carlo Nordio che, comunque, ripete di essere assolutamente d’accordo sul mantenere la possibilità di intercettazioni per i delitti di mafia ma che si mantiene fermo sui dubbi circa altre intercettazioni che, a suo parere, corrono il rischio di finire nelle mani sbagliate. A tal proposito ha precisato: “Col passaggio da pm a giudice e le perizie, le intercettazioni finiscono a chi non ha diritto di conoscerle, e su fatti che non hanno a che fare col processo. Ecco l’abuso su cui sicuramente interverremo perché si tratta di notizie che diffamano l’onore privato dei cittadini».

La premier è intervenuta per gelare la posizione di Nordio dicendo con fermezza che non si può andare ad uno scontro con la magistratura.

Altro punto sul quale è intervenuta è il disegno di legge sull’Autonomia, fortemente voluto dal vicepremier Salvini cercando di prendere tempo, convinta che poi nel passaggio al Parlamento, sarà opportunamente modificato.

Si è poi impegnata a sciogliere il nodo della sostituzione del direttore generale del Tesoro, incarico che deteneva Alessandro Rivera, e quello della riforma dell’intero dipartimento che ora dirige Riccardo Barbieri. Sarà lui l’incaricato di gestire il debito pubblico, le relazioni economiche internazionali e anche l’azione di contrasto al riciclaggio.

La gestione delle partecipazioni passerà, invece, ad un nuovo dipartimento che dirigerà Antonino Turicchi presidente di Ita, un fedelissimo della premier.