Trovato un terzo covo di Messina Denaro

Lucio Arcidiacono, colonnello del Ros dei carabinieri esce dal covo di Matteo Messina Denaro in via Maggiore Toselli in centro storico di Campobello di Mazzara.
Lucio Arcidiacono, colonnello del Ros dei carabinieri esce dal covo di Matteo Messina Denaro in via Maggiore Toselli in centro storico di Campobello di Mazzara. 18 gennaio 2023. ANSA / IGOR PETYX

PALERMO.- Continuano le ricerche per scovare i vari nascondigli in cui l’ex superlatitante Matteo Messina Denaro ha vissuto e ha nascosto i suoi averi e i suoi documenti. Ed è spuntato fuori un terzo covo, sempre nella stessa zona di Campobello di Mazara, il paese di Giovanni Luppino, accusato di favoreggiamento e arrestato.

Sequestrata e perquisita anche la casa della mamma di Andrea Bonafede, di cui Matteo Messina ha assunto l’identità, che si trova sempre a Campobello di Mazara. È un appartamento vuoto in quanto la proprietaria vive insieme a una delle due figlie.

Al momento i carabinieri del Ros hanno trovato già materiale importante con appunti, numeri di telefono, cifre. Materiale che servirà a capire la rete di interessi che connette il boss trapanese ad altre persone che lo hanno aiutato in tutti questi anni. L’inchiesta coordinata dal procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido è solo all’inizio. Le ricerche proseguono e gli investigatori sperano di trovare molto altro.

Intanto, come previsto dai magistrati, il boss, rinchiuso nel carcere di super sicurezza dell’Aquila, non ha partecipato all’udienza del processo d’appello che si svolge a Caltanissetta. Matteo Messina che è accusato di essere il mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio, avrebbe dovuto collegarsi in videoconferenza. Sarebbe stata la prima volta e nel carcere dell’Aquila era tutto pronto per permettere il collegamento a distanza.

La richiesta di un rinvio è arrivata dai legali, tra cui la nipote Lorenza Guttadauro, voluta espressamente dal capomafia.

Anche la prima chemioterapia per la quale sono state adibite apparecchiature nel carcere che eviterebbero difficili spostamenti del detenuto, è slittata in quanto Messina Denaro ha richiesto una seconda visita medica. Il dottore Luciano Mutti che già lo aveva visitato al suo arrivo al carcere lo ha visto per una seconda volta e ha spiegato che il reparto di oncologia dell’ospedale dell’Aquila sta valutando la cartella clinica del paziente per decidere la cura più appropriata.

La speranza di tutti è che l’ex superlatitante, capomafia importante e depositario di molti segreti, decida di collaborare con la giustizia. Lui, meglio di altri, potrebbe spiegare quali e se ci sono state connessioni tra la mafia e la politica durante la stagione stragista del 1992-1994.

Come ha sottolineato il procuratore generale di Caltanissetta Antonino Patti: “Matteo Messina Denaro aveva un rapporto con Riina assolutamente superiore agli altri. Non è soltanto uno dei mandanti, ma un capo che ha messo mano al progetto con la missione romana precedente a Capaci. Riina nel carcere di Opera disse di aver eletto Messina Denaro come suo successore, l’aveva preso sotto la sua ala protettiva”.