Sánchez e Macron siglano il “Trattato di Barcellona”, patto “per l’Europa”

Macron-Sánchez_Pool Moncloa_ Borja Puig de la Bellacasa y Fernando Calvo
Macron-Sánchez_Pool Moncloa_ Borja Puig de la Bellacasa y Fernando Calvo

MADRID — Un patto bilaterale, ma concepito per assumere significato “in, attraverso e per” l’Europa. Dopo quelli con Berlino e Roma, Parigi inanella un altro trattato “di amicizia e cooperazione” al massimo livello con un partner strategico europeo, questa volta con Madrid. L’accordo è stato siglato oggi a Barcellona dal presidente francese, Emmanuel Macron, e dal premier spagnolo, Pedro Sánchez. Un asse irrobustito nel corso di un summit, in presenza di vari ministri dei due governi, “non solo per rafforzare entrambi i Paesi”, ma anche “il progetto comune europeo”, ha sostenuto quest’ultimo. Perché il continente sta affrontando un momento “critico”, ha aggiunto.

Dalla Difesa all’energia, dalla gestione delle frontiere alla “reindustrializzazione” in chiave green. Sono molteplici i temi sul tavolo dei due governi, in un momento in cui l’Unione Europea affronta diverse “sfide” cruciali: la guerra in Ucraina, la ripresa economica dopo l’impatto della pandemia, ma anche una crisi climatica sempre più preoccupante e le difficoltà di tenuta delle democrazie occidentali per l’avanzata di movimenti estremisti che ne mettono in discussione principi di base.

Macron e Sánchez condividono questa diagnosi, e non vedono altra strada se non la costruzione di un’Europa “sovrana, democratica, forte e unita” per riuscire a sopravvivere a tutte queste tempeste. “Abbiamo la stessa concezione di un’Europa sicura dei propri valori di democrazia e dello Stato di diritto”, ha affermato il presidente francese dopo il summit di Barcellona, organizzato presso il Museo Nazionale d’Arte della Catalogna.

Rispondendo ai giornalisti presenti a una conferenza stampa post-vertice, Macron e Sánchez si sono soffermati su alcuni degli argomenti di più stretta attualità nell’Unione. Riguardo alla questione dei sussidi ad aziende USA voluti dal presidente statunitense Joe Biden, il presidente francese ha invocato una risposta comunitaria “molto proattiva”, trovando Sánchez d’accordo “dalla A alla Z”. “Vogliamo che la riforma del mercato elettrico europeo sia effettiva quest’anno”, ha aggiunto Macron in riferimento alle politiche europee per fronteggiare la crisi energetica correlata al conflitto in Ucraina.

Tra le autorità che hanno accolto la delegazione francese a Barcellona c’era anche il leader catalano Pere Aragonès, che però non ha assistito all’esecuzione degli inni nazionali dei due Paesi. “Il conflitto politico con Madrid non è terminato”, ha avvertito dopo aver fatto ritorno alla sede del suo governo.

Fuori dal museo, intanto, già dalle prime ore del mattino erano scese in piazza alcune migliaia di militanti indipendentisti per una manifestazione rivendicativa. Tra loro c’era anche uno dei volti più riconoscibili del movimento indipendentista, Oriol Junqueras, ora presidente dello stesso partito di Aragonès, Esquerra Republicana de Catalunya: presto, tuttavia, l’ex vicepresidente regionale ha abbandonato la scena tra i fischi di alcuni presenti.

Nel pomeriggio, a summit concluso, Sánchez ha poi accompagnato Macron per una visita al museo Picasso di Barcellona, che quest’anno commemora i 50 anni dalla morte del celebre pittore.

Redazione Madrid

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