La svolta a sinistra dell’America Latina un’opportunità d’apertura per il Governo Maduro

CARACAS – Non un assegno in bianco. La svolta a sinistra in America Latina rappresenta per il governo di Nicolás Maduro l’opportunità di lasciare alle spalle l’ostilità che ha caratterizzato le relazioni con i paesi della regione. Resta comunque la diffidenza verso una “democrazia illiberale” la cui legittimità è messa in discussione.

Gustavo Petro e Nicolás Maduro.

L’invito all’insediamento del presidente brasiliano “Lula” Da Silva rappresenta un nuovo inizio per il governo venezuelano che cerca di ristabilire rapporti diplomatici in un continente che fino a pochi mesi fa gli era ostile.

In un clima di estrema cautela e grande diffidenza, si sta sviluppando in questi giorni una dinamica che coinvolge il Paese. Il dialogo per la pace in Colombia, che ha il Venezuela come uno dei paesi garanti, la difesa e la conservazione dell’Amazzonia, che è una delle bandiere di Lula; l’esodo di venezuelani, che ha creato disagi sociali nei paesi limitrofi, sono tra le questioni in agenda che esigono una soluzione urgente.

Nicolás Maduro e “Lula” da Silva

Brasile e Colombia faranno molta attenzione a non interferire negli affari interni del Venezuela ma non pare siano disposti a chiudere un occhio di fronte alla violenza con la quale il Governo reprime l’opposizione, viola sistematicamente i diritti umani, tollera lo sviluppo di attività illecite. Neanche lo sembrerebbero a permettere che una volta ancora si svolgano elezioni senza garanzie di trasparenza. Il Venezuela, coincidono gli esperti nella materia, rappresenta un caso complesso.

Il ritorno di Lula permetterà al Governo una distensione nelle relazioni diplomatiche con il Brasile che potrebbero materializzarsi con la riapertura delle frontiere e progetti comuni. C’è da vedere se il risvolto positivo nelle relazioni politiche avrà riflessi positivi nell’ambito economico e sociale.

Redazione Caracas