Conto alla rovescia in serie A con novità: incognite e speranze

Victor Osimhen in azione nella gara di Champions contro il Liverpool FC
Victor Osimhen in azione nella gara di Champions contro il Liverpool FC . EPA/PETER POWELL

ROMA. – Il conto alla rovescia procede veloce. Dopo 52 giorni di break torna il 4 gennaio la serie A, e i tifosi del Napoli sperano di non svegliarsi dal sogno tricolore: 11 vittorie di fila, +8 sul Milan, + 10 sulla Juve e poi in fila indiana Lazio e Inter a 11 punti, Atalanta e Roma a 14. Un gruzzolo poderoso che sarebbe masochistico sprecare, ma sono innumerevoli i punti interrogativi che si affacciano sui partenopei e anche sulle altre.

Se si guarda all’impegno dei giocatori, è la Juve che ha fatto gli straordinari, col vantaggio di due campioni del mondo come Di Maria e Paredes, le altre hanno pagato dazio in forma ridotta. Il Milan si ritrova con due sconfitti in finale, Theo Hernandez e Giroud, che hanno comunque giganteggiato. Alcuni calciatori invece, come Lukaku, Milinkovic-Savic, Kim, De Ketelaere, Vlahovic hanno deluso e il loro rendimento potrebbe risentirne.

Ma la novità di uno stop prolungato dopo appena tre mesi di attività potrebbe avere risvolti non prevedibili. Le prime amichevoli, ad esempio, hanno trovato proprio il Napoli in ritardo di condizione. Poi ci sono variabili di tipo diverso. La Juve ha subito un terremoto societario col cambio di dirigenza, un procedimento per problemi di bilancio e il caso plusvalenze che potrebbero avere conseguenze sui risultati sportivi. La Roma si chiede fino a quando avrà in panchina Mourinho, lusingato dalla corte della nazionale portoghese.

Ci sono poi i diversivi del mercato che va a incominciare: l’Inter vorrebbe Thuram e Ounahi, inseguito anche dal Napoli. Il Milan cerca Sportiello, la Roma ha preso Solbakken e ha un ritorno di fiamma per Frattesi. La Fiorentina si gode Amrabat che ha raddoppiato il suo valore in Qatar. Intanto stanno aspettando di rientrare dopo lunghi infortuni Pogba, Wijnaldum e, con un po’ più di pazienza, Maignan.

I risvolti tattici del mondiale vanno su una linea già tracciata: basta prolungato e sterile possesso palla, ci saranno difese sempre più bloccate e cursori veloci sulle fasce. In attacco chi ha il centravanti classico se lo gode, le altre puntano sul falso nueve o su un tourbillon in grado di scassinare le retroguardie meno avvedute. Gli schemi su punizione (col ‘coccodrillo’ ormai in pianta stabile) e quelli su calcio d’angolo, con la curiosa migrazione di tutti i giganti (e precipitoso ritorno poi in ripiegamento), sono ormai la soluzioni di tante partite equilibrate.

Dopo cinque anni il Var è ormai consolidato, senza avere però annullato tutte le polemiche. In più da gennaio ci sarà la novità del fuorigioco semiautomatico, provato con interesse al mondiale. Presto toccherà a un Var a chiamata dei tecnici e a un allargamento del recupero, sulla strada del tempo effettivo di gioco.

In due mesi quindi molto è cambiato e la serie A magari si scoprirà molto diversa. Il mondiale ha però anche detto che a decidere, alla fine, sono i super campioni, come Messi e Mbappé. Si attendono quindi gli squilli di Kvara, Leao, Di Maria, Calhanoglu, Immobile, Dybala e Lookman. Dopo avere guardato con trasporto e una punta di invidia il mondiale degli altri, i tifosi italiani hanno voglia di entusiasmarsi in proprio.