Il Congresso approva la riforma del codice penale tra forti tensioni

MADRID — Ancora una giornata di alto voltaggio politico. Al termine di un’intensa seduta, il Congresso dei deputati spagnolo ha dato via libera all’iniziativa legislativa più discussa del momento, la riforma che prevede in particolare modifiche del codice penale riguardante “sedizione” e “malversazione”, reati attribuiti a leader indipendentisti catalani condannati al carcere nel 2019. Una votazione avvenuta dopo ore di incertezza, visto l’appello di partiti dell’opposizione per far intervenire sulla questione la Corte Costituzionale, invocata per assumere una decisione senza precedenti: la sospensione cautelare della sessione parlamentare annunciata. 

Un responso della Consulta spagnola su come procedere è arrivato a metà giornata, prendendo un po’ tutti di sorpresa: il presidente della Corte aveva deciso di rinviare a lunedì prossimo la discussione sui ricorsi presentati dalla destra per frenare l’iter parlamentare della riforma. Di fatto, con questa delibera il tribunale dava via libera alla celebrazione della seduta del Congresso, scongiurando un intervento che da parte della sinistra veniva interpretato come una possibile grave ingerenza sul potere legislativo.

Ma intanto, il clima politico attorno alla riforma, promossa dal governo in collaborazione con i partner esterni di Esquerra Republicana de Catalunya (Erc), si era già incendiato: le accuse di “golpismo” si incrociavano da un lato all’altro dell’arco parlamentare, tra formazioni di sinistra scandalizzate per quello che considerano un tentativo della destra di dirigere l’operato dell’arbitro costituzionale e un’opposizione indignata dal patto tra l’esecutivo di Pedro Sánchez e un partito indipendentista catalano per ridurre l’impatto punitivo dei reati di sedizione e malversazione. 

Tali interventi sul codice penale erano da tempo stati infatti invocati a gran voce dal mondo indipendentista, secondo cui l’azione della giustizia spagnola è stata in diverse occasioni guidata dall’intenzione di “castigare il disseso politico”. Da parte sua, il Partito Socialista di Sánchez ha sostenuto a più riprese la necessità di “omologare” la legislazione penale nazionale a quella di altri Paesi europei. Accompagnando questo argomento con la rassicurazione sulla propria “irremovibile” volontà di contrastare la corruzione.

In questa riforma, approdata in Parlamento dopo un iter preliminare particolarmente rapido, oltre alla trasformazione del reato di sedizione in quello di “disordini pubblici aggravati” e alla riduzione di alcune pene legate alla malversazione, vengono toccati anche altri aspetti particolarmente discussi. Uno riguarda la modifica del sistema di elezioni di una parte dei membri della Corte Costituzionale, il cui rinnovo è parzialmente bloccato da tempo, in conseguenza di una diatriba che coinvolge correnti giudiziarie ideologicamente contrapposte una all’altra e, indirettamente, i principali partiti del Paese (Partito Socialista e Partito Popolare).

Un altro punto si riferisce all’introduzione di una modifica legale “tecnica” da parte del governo per provare a limitare gli effetti indesiderati di una nuova legge anti-stupri, in virtù della quale alcune condanne a delinquenti sessuali sono state ridotte dalla giustizia. Inoltre, viene anche ritoccato il codice penale per rafforzare la lotta a forme abusive di assunzione da parte di datori di lavoro.

Nella seduta parlamentare di oggi, descritta dalle cronache spagnole come particolarmente tesa, tra grida, interruzioni e durissimi rimproveri reciproci, la legge è stata approvata in prima lettura grazie a 184 voti a favore, 64 contrari e un’astensione. Partito Popolare e Ciudadanos, da parte loro, non hanno partecipato al voto.

Il successivo passaggio parlamentare riguardante questa riforma dovrebbe avere luogo al Senato la settimana prossima. Tuttavia, non è escluso che prima di tale appuntamento arrivi una presa di posizione della Corte Costituzionale sui ricorsi presentati dai partiti dell’opposizione. I fantasmi di un possibile scontro tra istituzioni non sono quindi ancora stati del tutto scacciati.

Redazione Madrid