Il governo non ha fretta di vendere Ita: “Serve partner”

Una donna cammina davanti al tabellone con il logo di Ita
Una donna cammina davanti al tabellone con il logo di Ita Airways. REUTERS/Remo Casilli

ROMA. – Il governo Meloni “non ha fretta” di vendere Ita Airways e l’operazione deve finire con “una partnership industriale” senza guardare al Paese di provenienza del partner. Due esponenti dell’esecutivo entrano sul dossier cercando di far luce sulla vicenda dopo lo stop alla trattativa esclusiva col fondo Usa Certares e la decisione di Msc di uscire dalla partita, lasciando da sola Lufthansa.

“Dobbiamo guardare bene i conti” di Ita, “non abbiamo la fretta che c’era prima” col governo Draghi, “però vogliamo chiudere il fascicolo”, ha detto il viceministro ai Trasporti e alle Infrastrutture, Galeazzo Bignami, a margine di un convegno di Assaeroporti sulla “sfida green” per gli aeroporti italiani, sottolineando che “la presenza di un vettore di interesse nazionale è centrale” per il sistema.

E dall’assemblea dell’Anci a Bergamo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato che la questione “deve finire con una partnership industriale, non ci interessa il Paese o il governo di quel Paese”, con riferimento all’interesse di Lufthansa. “Ci interessa realizzare una compagnia di bandiera, che tuteli l’interesse nazionale: ci sarà un’analisi neutrale, è importante che sia un partner industriale capace e che consenta anche lo sviluppo degli aeroporti”, ha illustrato il ministro.

Intanto, secondo indiscrezioni di stampa, Lufthansa starebbe valutando una serie di ipotesi per entrare in Ita, tra cui anche l’acquisto di una quota di minoranza. La compagnia nei giorni scorsi ha avuto accesso alla data room, ossia alla stanza virtuale con tutti i documenti, conti e dati riservati della newco. Da quello che trapela Lufthansa sarebbe stata “obbligata” a studiare le prossime mosse su Ita proprio in seguito alla decisone del gruppo Aponte di ritirarsi dalla corsa.

I due gruppi avevano presentato insieme un’offerta per Ita, in concorrenza con quella di Certares, puntando complessivamente all’80% con una quota del 60% a Msc, il 20% a Lufthansa e il rimanente 20% in mano allo Stato. L’ex governo Draghi scelse poi Certares per la trattativa esclusiva, trattativa interrotta dal governo Meloni che ha così riaperto la partita.

Nel frattempo Ita ha messo in vendita da oggi i biglietti per l’estate 2023, “arricchendo” il network con nuove destinazioni in Grecia, Spagna, Croazia e le isole italiane in partenza dagli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate. Proprio gli aeroporti e gli investimenti necessari per la transizione green e digitale sono stati i temi al centro di un convegno di Assaeroporti. “Le istituzioni sostengano gli aeroporti nel loro impegno per la sostenibilità”, ha detto il presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, lanciando un appello al governo.

Durante il convegno è stato presentato il rapporto Iccsai secondo cui gli investimenti pianificati per la transizione green e digitale da parte degli aeroporti ammontano a circa 1,1 miliardi di euro di cui 570 milioni “immediatamente cantierabili” nel prossimo biennio. “La nostra richiesta alle istituzioni è di misure che ci consentano di accelerare la realizzazione di questi progetti” e quindi “è necessario un sostegno pubblico”, ha sottolineato Borgomeo.

(di Alfonso Abagnale/ANSA)