Spagna e Romania al lavoro sulla doppia cittadinanza

Pool Moncloa-Fernando Calvo
Pool Moncloa/Fernando Calvo

MADRID — La doppia cittadinanza per i rumeni residenti in Spagna “si farà”. Al termine di un vertice bilaterale tenutosi a Castellón, il premier spagnolo Pedro Sánchez e il primo ministro Nicolae Ionel Ciucă hanno annunciato la creazione di “un gruppo di lavoro” per studiare “che possibilità ci sono” di far sì che i membri della grande comunità rumena nel Paese iberico (1,1 milioni di persone) non debbano rinunciare alla loro nazionalità originaria per acquisire quella nuova. “Questo accordo contiene un messaggio politico straordinario”, ha assicurato il presidente spagnolo.

Intervenuto in una conferenza stampa a fianco di Ciucă, Sánchez ha ricordato che la Spagna ha accordi di riconoscimento reciproco della doppia cittadinanza in Europa solo con il Portogallo e la Francia (nel caso di quest’ultima, da poco tempo). “Se si farà, quando si farà, e si farà, la Romania sarà il terzo Paese in Europa con cui avremo questo tipo di riconoscimento”, ha aggiunto, sostenendo che quella rumena “è una comunità molto amata e rispettata in Spagna”, formata da “cittadini che sanno cosa significa sentirsi rumeni e avere, allo stesso tempo, acquisito profonde radici spagnole”.

Da parte sua, Ciucă ha ringraziato vivamente il governo spagnolo per l’impegno assunto su questo fronte. “È un riconoscimento al valore aggiunto della comunità rumena per la vita spagnola”, ha aggiunto. “I ministeri che si metteranno al lavoro sapranno trovare il modo di renderlo possibile”, ha aggiunto.

Secondo i dati diffusi per l’occasione da La Moncloa, quella rumena è la più numerosa comunità straniera in Spagna. Come ricordato da Sánchez, nel Paese vivono persone appartenenti a una “seconda” o “terza” generazione rispetto a quella che emigrò direttamente dalla Romania.

Quella di ottenere il riconoscimento della doppia cittadinanza è una rivendicazione ormai classica anche di buona parte della collettività italiana, che ha ormai raggiunto una dimensione numerica oscillante tra le 250.000 e le 400.000 persone circa ed è cresciuta sensibilmente, in particolare, nell’ultimo decennio.

Sinora, da parte di diversi rappresentanti politici sono arrivate aperture alla possibilità di discutere il tema con le autorità spagnole, ma senza sviluppi sinora effettivamente concreti.

Redazione Madrid