Governo: vortice di riunioni per la premier. Meloni: “Attenzione ai più deboli”

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i Ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Maria Elvira Calderone (Lavoro e Politiche Sociali), e il Sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, in conferenza stampa presso la sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i Ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Maria Elvira Calderone (Lavoro e Politiche Sociali), e il Sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, in conferenza stampa presso la sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio. (Ufficio stampa)

ROMA. – L’energia che drena il grosso delle risorse. Il resto concentrato su fisco, pensioni e natalità. Sul tavolo del governo assumono una forma sempre più definita i contenuti della manovra. Insieme alle risorse, che dovrebbero aggirarsi intorno ai 30 miliardi, di cui 22 in deficit destinati al caro-bollette. Con un mantra che si rivela determinante nella scelta di cosa aggiungere e cosa togliere: “prudenza” in vista di una legge di bilancio che però la premier Giorgia Meloni vuole concentrata soprattutto per dare sollievo alle fasce deboli.

La cautela è comunque una parola d’ordine risuonata a Palazzo Chigi anche nell’incontro tra la premier e la maggioranza in vista del rush finale verso il varo della legge di bilancio. E che potrebbe essere il motivo dietro la frenata delle ultime ore sull’ipotesi di una ‘voluntary disclosure’ sui capitali all’estero. Il governo vuole fare presto e si è impegnato a portare la manovra in consiglio dei ministri lunedì (ma non è escluso che si vada a martedì).

Per tirare le fila la premier ha riunito in serata i capigruppo di maggioranza, i vicepremier e il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti (che già in mattinata si era confrontato sul dossier con Salvini). Un vertice arrivato al termine di un tourbillon di incontri per la premier, che ha trascorso la giornata alla Camera impegnata su temi altrettanto caldi, dai migranti all’autonomia.

Il confronto sulla manovra avrebbe fatto emergere il nodo dello scudo fiscale per il rientro dei capitali all’estero: misura che va verso lo stop e su cui si sarebbe profilata l’intenzione di avviare in un secondo momento una riflessione sugli strumenti per far emergere i capitali non dichiarati.

Al netto dello scudo, il capitolo fiscale resta dominato dalla cosiddetta ‘tregua’ in arrivo per i contribuenti: nel mirino ci sono le cartelle fino al 2015, per le quali il governo punta a cestinare quelle fino a mille euro e sanzioni ridotte per quelle superiori a 3mila euro. Prende forma anche un ricco pacchetto di aiuti destinati alla famiglia e in particolare alla natalità.

Ma il vero cuore della legge di bilancio è e resta il pacchetto energia, destinato ad assorbire i due terzi delle risorse. Si parte dai 21 miliardi in deficit delineati nella Nadef, ma altre risorse potrebbero arrivare dai fondi di coesione non spesi: si tratta di circa 4 miliardi. Occorre capire se il disco verde arriverà in tempo per la legge di bilancio, ma al momento, secondo quanto si apprende, la norma Ue per sbloccare i fondi non spesi non avrebbe ancora completato il suo iter legislativo.

Al di là delle risorse, il pacchetto energia che sta prendendo forma è pensato come un “mix di aiuti”, spiega il sottosegretario all’economia Federico Freni: da una parte si lavora per confermare lo sconto benzina, il bonus sociale ed i crediti di imposta, dall’altra sono allo studio dei ristori ad hoc per settori specifici.

Al netto del capitolo energia, tra le certezze della legge di bilancio c’è il taglio del cuneo fiscale: accantonato per ora l’obiettivo di legislatura di arrivare a 5 punti, ci si limiterà a riproporre i due punti introdotti dal governo Draghi per un costo di 3,5 miliardi. Sul fronte pensioni, il superamento della Fornero arriverà con una misura-ponte verso ‘quota 41’ coniugando i 41 anni di contributi con 61 o 62 anni di età.

La flat tax sarà estesa (la soglia sale da 65 a 85mila euro e arriva la tassa ‘incrementale’ sui redditi del triennio precedente), ma solo per gli autonomi, mentre per i dipendenti si va verso una riduzione della tassazione sui premi di produttività. E se la revisione del Reddito di cittadinanza (con una stretta per limitarlo ai residenti in Italia) garantirà coperture sul dossier pensioni (dovrebbero essere rinnovati anche Opzione donna e Ape social), altre risorse sono attese dal restyling degli extraprofitti, con un calcolo basato sugli utili e una tassa alzata almeno al 33%.

(di Enrica Piovan/ANSA)