Stop a uno sciopero di medici a Madrid dopo un accordo con Ayuso

Medici di Atención Primaria di Madrid, durante una manifestazione di protesta
Medici di Atención Primaria di Madrid, durante una manifestazione di protesta (Cortesia EFE/ Rodrigo Jimenez)

MADRID — Passo avanti nella diatriba in corso a Madrid nel settore della sanità pubblica. Nella tarda serata di ieri, la Regione e il sindacato Amyts hanno annunciato un accordo riguardante la riapertura di pronto soccorso extra-ospedalieri, discussione diventata poi miccia delle proteste sviluppatesi nelle ultime settimane in questa comunità autonoma. Come risultato, Amyts ha annunciato lo stop dello sciopero dei medici assegnati a questo servizio, partito quasi due settimane fa.

Per arrivare a un punto d’intesa, c’è voluta una riunione durata oltre sette ore, secondo il sindacato. E non si tratta del primo incontro da quanto i medici hanno iniziato a mobilitarsi, indignati per il “caos”  e la “carenza” di personale in cui è avvenuta la riapertura dei pronto soccorso. Alla fine, l’accordo prevede l’attivazione di 49 centri, tutti con almeno due medici. Una cifra interiore rispetto agli 80 punti inclusi inizialmente nel piano della Regione, diversi dei quali, tuttavia, senza un medico.

La vicesegretaria generale di Amyts, Sheila Justo, ha dichiarato a RNE che considera l’intesa “un passo avanti”, sottolineando che, così, almeno una parte dei pronto soccorso riaprirà con personale sufficiente. “Questa è una grande notizia per tutti i cittadini della Comunità di Madrid”, ha commentato da parte sua Isabel Díaz Ayuso, presidente regionale di Madrid. Il numero dei centri riaperti sarà tuttavia inferiore a quanto pensato inizialmente, anche se è previsto che si continui a discutere su ulteriori eventuali riaperture.

Lo stop allo sciopero dei medici d’urgenza non significa, infatti, la fine delle proteste in favore della sanità pubblica a Madrid. Dopo la grande manifestazione con circa 200.000 partecipanti di domenica scorsa, restano in vigore — ricordano diversi media — scioperi di sindacati minori e uno di Amyts riguardante i medici di base e i pediatri, stufi della situazione nelle asl.

In diversi di questi centi, infatti, vengono denunciate situazioni di difficoltà, a volte definite “insostenibili”, in particolare per carenza di personale. A questo riguardo, discussoni tra il governo regionale e Amyts sono in corso. “Siamo ottimisti, nel senso che è la prima volta che ci chiamano prima di iniziare uno sciopero”, ha dichiarato a cronisti la numero 1 del sindacato Ángela Hernández, “ma questo sciopero è di portata molto più importante”. Le sue parole sono state riportate dalla Cadena SER.

Intanto, nei giorni scorsi anche i medici della Cantabria hanno sospeso uno sciopero dopo aver ottenuto dal governo locale garanzie sulla gestione dell’assistenza sanitaria di base.

Redazione Madrid