Presidente Mattarella: “Sui migranti l’Ue trovi scelte condivise”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Maastricht - House of Government, durante il suo intervento
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Maastricth - House of Government, durante il suo intervento ,in occasione della visita di Stato nel Regno dei Paesi Bassi (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

MAASTRICHT. – “Fiducia reciproca”, “scelte condivise” e tanta “pazienza”: questa la ricetta di Sergio Mattarella per uscire dalle crisi che sin dalle origini si creano ciclicamente all’interno dell’Unione europea. Crisi anche gravi come quella apertasi tra Italia e Francia sui migranti e sulla quale il presidente della Repubblica sceglie di non intervenire direttamente, Senza rinunciare però a percorrere una strada di moral suasion – per ora soprattutto interna in attesa magari di una telefonata con Emmanuel Macron – che possa far ritrovare razionalità nelle parole e nei comportamenti.

Il capo dello Stato sa che lo scontro tra Roma e Parigi può degenerare e che lui stesso si muove su sentieri minati. Per questo oggi interviene indirettamente, a suo modo volando sempre alto, con un discorso a Maastricht per celebrare la firma del Trattato fondamentale dell’Unione. Un discorso complesso ma anche “molto equilibrato”, sottolineano al Quirinale, che cerca di mettere insieme due esigenze: quella di garantire i diritti umani e di far ripartire però la gestione dei migranti in modo equo.

Insomma chi si aspettava una presa di posizione a favore dell’uno o dell’altro contendente, cioè Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, può a prima vista rimanere deluso. Ma il senso delle sue parole è in realtà tutto teso a ricomporre, a sdrammatizzare, a fertilizzare il terreno per un superamento di quello che la stessa premier ha definito una “incomprensione”. Il presidente ha infatti citato Jean Monnet per ridimensionare la portata dello scontro: “non dobbiamo farci sconfortare dalle crisi perché l’Europa va avanti con le crisi”.

Ed è subito entrato nel merito della questione migranti sostenendo, in questo caso le ragioni del governo: servono “scelte condivise dell’Unione europea” perché “la risposta alla sfida migratoria avrà successo soltanto se sorretta dai criteri di solidarietà all’interno dell’Unione e di coesione nella risposta esterna e – ha sottolineato – da una politica lungimirante nei confronti della Regione africana”.

L’attenzione all’Africa e al Mediterraneo rimane un punto centrale dell’esecutivo che in maniera leggermente più spiccia da tempo sostiene che bisogna intervenire nei Paesi di origine dei flussi. Anche perchè, ha aggiunto Mattarella, nei confronti dell’Africa, in grande crescita demografica e ricchissima di materie prime, bisogna avere una “politica lungimirante” altrimenti un giorno si ricorderanno delle amnesie dell’Europa.

Ma per ricomporre l’equilibrio della sua analisi Mattarella ha ripetuto ciò che va dicendo da tempo e che definisce il suo europeismo solidale, certamente più lontano dal credo del centrodestra: “L’Unione europea è una comunità di valori e diritti, senza valori perderebbe il suo senso”.

Ma non basta perché secondo il capo dello Stato oggi non si può più pensare che la forza istituzionale e identitaria dell’Europa debba essere sottomessa a quella nazionale: “nessuno può ormai mettere in dubbio che esista un interesse europeo, dei cittadini europei in quanto tali; interesse che trascende, fonde e accorpa gli interessi nazionali. È un fatto: l’agenda dei fatti, facendo irruzione sull’agenda politica, ne determina priorità e sensibilità”.

Ecco quindi l’invito, o meglio, il messaggio d’equilibrio che rende il presidente collante di un’Italia spaccata, a parlarsi, a ragionare, a spegnere i fuochi pensando al bene comune che non può più essere solo dell’Italia ma europeo: “l’intendersi, l’accrescere la fiducia reciproca tra i partner è stata opera paziente ed efficace”. Pazienza che il capo dello Stato sta usando in grande quantità.

(dell’inviato Fabrizio Finzi/ANSA)