Sanità, Ayuso va alla carica: “Scioperi e boicottaggi per 34 medici”

La presidenta de la Comunidad de Madrid, Isabel Díaz Ayuso

MADRID — Isabel Díaz Ayuso va alla carica. Mentre la situazione della sanità nella regione di Madrid è sempre più incandescente, la governatrice insiste sull’idea che gli scioperi di medici indetti dal sindacato Amyts siano caratterizzati da intenzioni “politiche”. “Nell’attuale situazione della sanità, che è un problema di tutti, non credo che per 34 medici ci dobbiamo trovare con due sciopero, un boicottaggio e una manifestazione”, ha dichiarato in un’intervista a La Sexta. Negli ultimi giorni, diverse associazioni e organizzazioni che rappresentano il personale sanitario hanno espresso un profondo malcontento per la gestione dei servizi sanitari pubblici da parte dell’amministrazione regionale.

“Il problema è che la sanità a Madrid viene portata al terreno politico”, ha affermato Ayuso nella sua intervista a La Sexta. “Più si avvicinano le elezioni, più i miei avversari vedono che le cose si complicano e che cittadini di destra e di sinistra sono generalmente soddisfatti con il nostro operato, e vogliono gettare benzina sul fuoco”, ha aggiunto.

Il clima politico, mediatico e sociale nella regione della capitale spagnola si è surriscaldato particolarmente negli ultimi giorni, con le critiche sempre più dure a un piano del governo Ayuso per la riapertura di un’ottantina di pronto soccorso extra-ospedalieri, rimasti chiusi in pandemia: medici, pazienti e opposizione hanno denunciato situazioni di “caos” completo, con centri senza personale sufficiente e utenti disorientati. In seguito, alla protesta dei dottori di questi centri si è aggiunta quella dei medici di base, esausti per situazioni di pressione sul lavoro ai limiti dell’insostenibilità.

Già dall’inizio di questa crisi, Ayuso ha usato alcuni argomenti ripetuti per difendere il proprio operato, prima attribuendo il fatto che nei pronto soccorso mancasse personale a che diversi lavoratori “hanno chiesto congedi”, poi spiegando che c’è carenza di medici di base “in tutta la Spagna”, e infine sostenendo che le proteste sono dovute a “un profondo attivismo politico”.

Con l’allusione a “34 medici”, la presidente regionale si riferiva al numero di centri di pronto soccorso che il suo governo vuole allestire con servizi di telemedicina, rinunciando alla presenza in persona di dottori, un’idea considerata impraticabile da diverse società mediche. Ayuso oggi ha difeso la proposta, sostenendo che in questi centri si assisterebbero quasi solo persone con problemi “lievi”, perché le emergenze gravi vengono gestite negli ospedali.

Intervenendo precedentemente nel Parlamento regionale, Ayuso ha sostenuto di “non aver mai attaccato” i sanitari della regione, nonostante dichiarazioni con cui, ad esempio, ha affermato che tra loro “c’è una parte politica” che “cerca di boicottare tutto”.

Nella stessa sede, ha toccato anche la questione dell'”emergenza climatica”, un concetto che secondo lei può arrivare costituire una “grande truffa” per fare gli interessi di “lobbies, aziende e imposizioni di nuovi mercati” che possano “rendersi forti impoverendo sempre più cittadini”, imponendo loro “abiti di consumo e di vita che non tutti possono affrontare”. Secondo la leader madrilena, la sinistra su questo tema va “contro l’evidenza scientifica” perché “dietro”, nella “testa” dei suoi esponenti, “c’è il comunismo”.

Redazione Madrid