Salvini non chiude il ‘fronte russo’: “Spero di vedere Lavrov”

Luigi Di Maio e Matteo Salvini.
In una foto d'archivio Luigi Di Maio e Matteo Salvini. (ANSA)

ROMA. – Matteo Salvini non molla la presa sul ‘fronte russo’ e nonostante la lunga giornata passata, ieri, a precisare le sue posizioni, incassando anche un cartellino giallo da Palazzo Chigi (“le iniziative spettano al governo”), torna oggi a rivendicare la sua libertà d’azione. “Alla ricerca della pace”. ”

Con il ritorno alla Pace si salvano vite e posti di lavoro. L’interesse nazionale italiano coincide con la Pace. Chi lavora per la Pace, lavora per l’Italia. Chi parla solo di armi e guerra, fa il male dell’Italia”, twitta in mattinata il segretario leghista accodandosi ai tantissimi messaggi per le celebrazioni del 2 giugno, ma senza citare la ricorrenza nazionale. E da lì a poco si capisce che l’hashtag non sarebbe stato quello.

“È ridicolo e oltraggioso – si sfoga infatti qualche ora dopo da Milano – che ci sia chi minaccia e intimidisce. Che il Copasir ritenga di indagare su cosa fa il segretario della Lega e chi incontra, peraltro avendolo raccontato in TV e sui giornali. Insomma – scandisce – sono intimidazioni inaccettabili”.

Poi, quasi a voler evidenziare la linea di demarcazione tra politica e sicurezza nazionale rivela: “Oggi ho sentito i vertici dei servizi di sicurezza e smentiscono qualsiasi approfondimento, indagine, inchiesta. Fortunatamente – aggiunge – siamo in un Paese libero e per la pace, a testa alta, incontro tutti”.

Ma proprio tutti. Anche quelli che il suo vicesegretario, Lorenzo Fontana, racconta di avergli sconsigliato di vedere. “Io gli ho detto che il viaggio (a Mosca, ndr) poteva essere più rischioso che fruttuoso – dice Fontana al Corsera – e poi il segretario ha scelto di non andare. Dispiace soltanto che un tentativo generoso per contribuire alla pace sia diventata una scusa per insulti e falsità contro la Lega”.

E mentre anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ricorda che “la Repubblica è impegnata a costruire condizioni di pace e le sue Forze Armate, sulla base dei mandati affidati da Governo e Parlamento, concorrono a questo compito”, Salvini torna a rivendicare la propria libertà d’azione archiviando le visite all’ambasciatore russo in Italia e puntando direttamente al ministro degli Esteri di Mosca Sergei Lavrov: “dovevo incontrarlo. Non l’ho sentito. Sarebbe stata un’occasione e spero che sia un’occasione”.

Insomma, “i contatti continuano” e “se devo chiedere il cessate il fuoco, lo devo chiedere alla Russia che ha iniziato il conflitto. L’ho fatto – spiega – e lo rifarò con trasparenza senza chiedere nulla in cambio perché questo è l’interesse nazionale italiano”. “Io – insiste Salvini – ho il diritto dovere di incontrare tutti e spero che anche altri capi di partito lo stiano facendo”.

Poi l’affondo contro chi, ieri, si è scagliato contro di lui: “Mi spiace che ci sia gente che parla a vanvera senza muovere un dito. Spero che il governo abbia a cuore la pace, il cessate il fuoco la riapertura del dialogo”, “e spero che altri colleghi di altri partiti che pontificano facciano almeno una parte di quello che sto facendo io con orgoglio o a testa alta”.

Immancabili le scintille con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e di quel suo “pseudo piano di pace che è durato un quarto d’ora e poi non si sa in quale cestino sia finito”. “Le critiche di Salvini? Mi sembra un film già visto”, taglia corto il capo della diplomazia italiana. “Ricordate quando fece cadere il governo Conte I? Iniziò tutto così, criticando i vari ministri fino a staccare la spina. Spero di non rivedere lo stesso film” un Papeete 2. “Lavoriamo tutti per la pace, rispettando alleanze e partner internazionali”, avverte infine il ministro.

(di Paolo Dallorso/ANSA)