Fase 2: le Regioni si preparano, aperture in linea con le norme

Persone passeggiano o vanno al lavoro in piazza Duomo e in Galleria Vittorio Emanuele in un primo, piccolo ritorno alla vita normale, Milano
Persone passeggiano o vanno al lavoro in piazza Duomo e in Galleria Vittorio Emanuele in un primo, piccolo ritorno alla vita normale, Milano, 04 maggio 2020, ANSA / PAOLO SALMOIRAGO

ROMA. – C’è chi la chiama la Fase 3, chi quella della responsabilità. Sta di fatto che il 18 maggio per le regioni italiane potrebbe essere l’inizio del rilancio dopo il via libera da parte del governo alle riaperture di ristoranti e negozi. Ci sono, però, le inevitabili differenze, con governatori più cauti, come Fontana in Lombardia, e quelli più spregiudicati, come Zaia in Veneto o Toti in Liguria. Prima di decisioni o provvedimenti si attendono comunque i dati sul contagio dei prossimi giorni e le “pagelle” che saranno stilate regione per regione.

Così giovedì la LOMBARDIA, la più martoriata dalla pandemia, darà una risposta – positiva o negativa – sulla riapertura di bar, negozi, ristoranti, estetisti e parrucchieri. In LIGURIA l’idea del governatore, Giovanni Toti, è quella di riaprire tutto, comprese spiagge e stabilimenti balneari. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il VENETO, con Luca Zaia che intende “riaprire tutto”, comprese palestre, centri sportivi, piscine e anche le spiagge, per “accendere i motori” del turismo.

Il PIEMONTE, che registra ormai meno di 200 casi al giorno, attende il confronto con il ministero della Salute prima di stilare le linee guida sulle prossime riaperture. In VALLE D’AOSTA da domani saranno consentiti gli sport da montagna ma anche quelli individuali come tiro con l’arco o tennis. Potrebbe anticipare la riapertura anche il commercio al dettaglio e i piccoli laboratori artigianali.

Da lunedì in FRIULI VENEZIA GIULIA saranno rimossi i limiti di chi incontrare, rispettando comunque le regole di distanziamento sociale e protezione individuale. Il TRENTINO non accelera e attende il 18 maggio, mentre la provincia autonoma di BOLZANO, la cui legge sulle riaperture anticipate è stata impugnata dal governo, oggi ha riaperto i musei, dopo il via libera di ieri a bar, ristoranti e barbieri.

L’EMILIA-ROMAGNA è pronta a riaprire anche le spiagge, oltre a negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, tatuatori e mercati a partire dal 18 maggio. La regione TOSCANA resta prudente e valuta “riaperture graduali e solo dopo attente valutazioni”.

Le MARCHE hanno già predisposto i protocolli per le riaperture del 18 maggio e dal 29 è pronta a dare il via anche alla stagione balneare. Tutto pronto anche in ABRUZZO, che aveva già dato il via libera al cibo d’asporto prima del dpcm del presidente Conte. UMBRIA e MOLISE sono in attesa delle linee guida di palazzo Chigi prima di poter dare il via libera alla ripresa delle attività.

Spiagge aperte ‘a metà’ nel LAZIO. Su 24 Comuni costieri, alcuni hanno scelto di anticipare la riapertura delle spiagge, dove è perlopiù consentita l’attività sportiva individuale ma non gli assembramenti o la balneazione. Altri comuni, come Fiumicino e Gaeta, dovrebbero riaprire lunedì 18 maggio.

In CAMPANIA, dove i sindaci hanno lanciato un appello al governatore Vincenzo De Luca per arginare le troppe persone in strada, l’orientamento sarebbe quello di rispettare le indicazioni del governo, senza ulteriori restrizioni per i cittadini, salvo una marcia indietro in caso di situazioni particolari.

Con o senza le linee guida Inail, spiega Michele Emiliano, la PUGLIA da lunedì riaprirà parrucchieri, barbieri, centri estetici e di bellezza, ma non spiagge e stabilimenti balneari. Stessa situazione in CALABRIA, dove la governatrice Jole Santelli, dopo l’ordinanza bocciata dal Tar, attende le indicazioni del governo sulla riapertura delle spiagge.

Seguiranno le linee guida e le indicazioni dell’esecutivo anche BASILICATA e SARDEGNA, mentre la SICILIA fa pressing per avere delle linee guida il prima possibile.

(di Domenico Palesse/ANSA)

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