E i nostri rapiti?


“Si faccia tutto il possibile affinche’ il pieno, concreto, supporto diplomatico e istituzionale sia garantito dagli organismi competenti al fine di consentire la piu’ rapida e positiva risoluzione del rapimento di Andrea Cianferoni’’.

E’ quanto ha affermato il Sindaco di Roma, Walter Veltroni appena appresa la notizia del rapimento del cooperatore di Movimondo Andrea Cianferoni, agronomo di 29 anni, nelle Filippine da due anni per lavorare con altri tre italiani ad un progetto di sicurezza alimentare. “Esprimo a nome mio e di tutta la citta’ di Roma la solidarieta’ alla famiglia Cianferoni e a Movimondo” – ha aggiunto Veltroni.


“Ci auguriamo che il governo italiano si attivi in fretta e al meglio per riportare al piu’ presto a casa il nostro concittadino’’ ha affermato il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, esprimendo anche la “solidarietà’’ alla famiglia di Andrea Cianferoni.


“Il governo si attivi con tutti gli strumenti a disposizione della diplomazia per la liberazione di Andrea Cianferoni’’

ha sottolineato, in una dichiarazione, il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini e Pietro Folena, esponente del correntone Ds ha detto: ‘’Bisogna fare di tutto per ottenere la liberazione di Cianferoni, volontario della Ong Movimondo. Il governo si muova come ha fatto per le due Simone, aprendo un dialogo con gli ambienti che possono essere collegati ai rapitori. Bisogna agire subito’’.


Ad un parlamentare che chiedeva le iniziative che intendeva assumere in relazione al rapimento del volontario italiano il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha replicato cosi: ‘’Il presidente della Camera si e’ gia’ mosso autonomamente parlando con lo speaker del Parlamento delle Filippine e si attivera’ perche’ il governo riferisca alla Camera’’. Il sindaco Leonardo Domenici ha telefonato alla famiglia di Andrea Cianferoni per testimoniare la solidarieta’ sua e della citta’ e garantire il massimo impegno delle istituzioni per la liberazione del rapito. E il sen.Francesco Bosi, sottosegretario alla Difesa, ha detto che si tiene in contatto con il Ministero degli Affari Esteri, per avere notizie sul cooperante fiorentino ed ha aggiunto’’Seguo da questa mattina, con viva trepidazione, la vicenda di Andrea Cianferoni. Mi tengo continuamente informato. Il Governo si prodighera’ con ogni sforzo per giungere, al piu’ presto, ad un epilogo positivo della vicenda. Sono vicino alla famiglia Cianferoni in questo difficile momento.


Ed anche noi, italiani del Venezuela, ci sentiamo vicini alla famiglia Cianferoni perchè nessuno più di noi sa quanto sia doloroso e difficile vivere l’angoscia di un sequestro. Negli ultimissimi anni 46 italiani sono stati sequestrati in Venezuela. Dalla guerriglia colombiana o da quella venezuelana e dalla delinquenza comune. Tre sono morti. L’ultimo, Mario Apruzzese, di 72 anni è stato rapito due giorni fa a Ciudad Ojeda, nella scuola del nipotino.


Per la sua famiglia, dall’Italia non è arrivato nessun messaggio di solidarietà. Nessun politico ha chiesto al governo di attivarsi immediatamente e il sen. Francesco Bosi non ha detto di star seguendo con “trepidazione” la sua vicenda.


È deprimente dover fare questi paragoni. È giusto, è doveroso che l’Italia si stringa attorno alla famiglia di Andrea Cianferoni per renderle meno pesanti queste ore di dolore. Ma non si capisce perchè non debba essere così anche per i nostri sequestrati. Basterebbe anche un piccolo gesto di solidarietà, una parola tra le mille che politici di ogni colore hanno detto alla famiglia Cianferoni.


Basterebbe poco, per rendere meno pesante, meno evidente, una lontananza che non ha nulla a che fare con le distanze territoriali. Eppure, a quanto pare, chiediamo troppo.